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Migranti, cinque Paesi Ue trattano per un hub in Uganda. Berlino: “Ripartono le espulsioni verso l’Italia”

Germania, Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Grecia trattano sul centro esterno. Vertice a Copenaghen il 4 settembre

Migranti, cinque Paesi Ue trattano per un hub in Uganda. Berlino: “Ripartono le espulsioni verso l’Italia”

Cinque governi europei lavorano a un centro per i rimpatri in Uganda, mentre Berlino conferma i trasferimenti Dublino verso l’Italia e Copenaghen prepara controlli straordinari alle frontiere.

Uganda al centro dei negoziati, i cinque ministri si incontreranno a Copenaghen il 4 settembre

Il progetto di un centro per i rimpatri in Uganda entra nel calendario politico europeo. Germania, Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Grecia hanno portato i negoziati a uno stadio avanzato e i ministri competenti si incontreranno a Copenaghen il 4 settembre per valutare i progressi raggiunti. Secondo quanto riportato da Anadolu sulla base di informazioni pubblicate dal quotidiano greco Kathimerini, l’obiettivo è arrivare entro il 2027 a una struttura capace di accogliere migranti trasferiti dall’Europa.

Nelle stesse ore Berlino ha confermato che i trasferimenti previsti dalle regole di Dublino saranno eseguiti anche verso l’Italia. La portavoce del ministero dell’Interno tedesco ha replicato alle divergenze emerse con Roma: “Siamo un po’ sorpresi dell’agitazione sulla questione e delle divergenze”.

La posizione tedesca viene ricondotta agli accordi raggiunti con Roma e Atene nell’autunno del 2025. “E questo perché Germania e Italia già da tempo collaborano bene sulla questione migratoria e sulla implementazione del sistema di asilo comune: nell’autunno 2025 abbiamo chiuso accordi bilaterali con Italia e Grecia, stabilendo che le norme di Dublino sarebbero state nuovamente applicate dall’entrata in vigore del sistema europeo comune di asilo, a giugno 2026. E questo significa che le espulsioni di Dublino saranno eseguite anche verso l’Italia”, ha spiegato la portavoce. Berlino precisa che, al momento, i trasferimenti riguardano principalmente i casi successivi all’entrata in vigore del nuovo Patto Ue.

La Danimarca prepara intanto misure ancora più rigide in caso di nuovi movimenti migratori attraverso il continente. La premier Mette Frederiksen, intervenuta al Folketing durante il dibattito urgente sulla crisi di Ceuta, ha indicato anche la chiusura completa delle frontiere tra le opzioni a disposizione del governo.

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