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Migranti, in 230 su un barchino verso il Regno Unito, altri 10 a Lampedusa. Ceuta in ostaggio, Vivas: “Rinchiudiamoli”

A Ceuta ancora 1000, il presidente dell’enclave spagnola propone strutture dove confinare chi è in attesa del rimpatrio

Migranti, in 230 su un barchino verso il Regno Unito, altri 10 a Lampedusa. Ceuta in ostaggio, Vivas: “Rinchiudiamoli”

Migranti, la pressione sulle frontiere non si ferma: record nella Manica, nuovi arrivi a Lampedusa. A Ceuta è emergenza

Dalla Manica al Mediterraneo, passando per la frontiera di Ceuta: il tema delle migrazioni torna a mostrare il suo volto più complesso, quello di una pressione che mette sotto stress i sistemi di accoglienza e le comunità locali, tra attraversamenti record, soccorsi in mare e arrivi massicci difficili da tenere a bada. Non accenna a calare il silenzio sull’enclave spagnola di Ceuta, dove il governo di Madrid stima in circa 80 mila le persone entrate dal Marocco tra il 30 e il 31 luglio. Un numero enorme e una situazione diventata ingestibile, come sottolineato più volte, in questi giorni, dal presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, che dopo l’incontro con il ministro delle Politiche Territoriali e della Memoria Democratica, Ángel Víctor Torres, ha definito la situazione ormai “insostenibile” e “inaccettabile”, frutto dell’ invasione del 30 luglio. Nell’enclave circolano ancora 1000 migranti, generando “problemi di sicurezza” e “un alto rischio per convivenza” con la popolazione residente.

Vivas, che ha chiesto il “confinamento” dei migranti nel territorio in attesa della loro espulsione – proponendo la creazione di uno spazio che funga da centro di detenzione per stranieri – ha sottolineato che il problema più delicato riguarda i minori stranieri non accompagnati. Secondo quanto riferito da Vivas, le presenze nelle strutture della città sarebbero passate da circa 100-180 minori a circa 800 nell’arco di una settimana. La città, ha spiegato il presidente dell’enclave, dispone attualmente di circa 1.300 posti di accoglienza. Numeri che rendono evidente la difficoltà di gestire un aumento così rapido delle presenze.

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Dalla Spagna alla Manica

Ma la pressione migratoria non riguarda soltanto il Mediterraneo. Nel Regno Unito, una piccola imbarcazione con 230 migranti a bordo ha attraversato il Canale della Manica raggiungendo le coste britanniche. Secondo Sky News si tratta del numero più alto mai registrato su una singola imbarcazione lungo questa rotta. Il precedente record risaliva al mese scorso, quando erano state 165 le persone arrivate su un solo barchino. Il leader di Reform UK, Nigel Farage, ha parlato di “emergenza per la sicurezza nazionale”, mentre il ministero dell’Interno ha definito l’episodio l’ennesima dimostrazione delle condizioni pericolose nelle quali le organizzazioni criminali fanno viaggiare i migranti. Londra sottolinea però anche un altro dato: secondo il ministero, gli attraversamenti con piccole imbarcazioni sarebbero in calo quest’anno e luglio avrebbe registrato il numero più basso di arrivi per quel mese dal 2020.

Anche nel Mediterraneo centrale non si fermano le partenze. Nella notte una motovedetta dell’assetto Frontex ha soccorso al largo di Lampedusa dieci cittadini tunisini. Il gruppo era partito domenica da Chebba, a bordo di un’imbarcazione di legno lunga circa otto metri. Stando ai loro racconti, il barchino sarebbe stato trainato fino a ridosso dell’isola da un gommone condotto dagli scafisti. Una volta comparse le luci di Lampedusa, gli organizzatori avrebbero sganciato l’imbarcazione per poi invertire la rotta e dirigersi nuovamente verso la Tunisia. I dieci migranti hanno raccontato di aver pagato 1.500 euro ciascuno per la traversata. Dopo il soccorso sono stati trasferiti nell’hotspot di contrada Imbriacola, dove le presenze sono salite a 201.

I controlli alla frontiera

Nel frattempo, il numero dei viaggiatori provenienti dall’Italia che sono stati identificati all’arrivo negli aeroporti spagnoli dalla mattina di sabato scorso, quando sono entrati in vigore i controlli di frontiera disposti da Madrid in risposta a quelli predisposti dall’Italia ai confini aerei e marittimi con la Spagna per la crisi di Ceuta, ha già superato le mille persone, secondo dati forniti oggi dal ministero dell’Interno spagnolo.

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