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Esteri
Migranti: Unhcr, su trasferimento in Italia c'e' stato equivoco

Sull'accordo tra Israele e l'Unhcr per il trasferimento di 16mila rifugiati in diversi Paesi europei tra cui l'Italia c'e' stato "un equivoco". Intervenendo a Radio Capital nella trasmissione di Massimo Giannini 'Circo Massimo' Carlotta Salma, portavoce italiana dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. "L'accordo siglato ieri tra noi e lo Stato di Israele che comprendeva oltre 30mila rifugiati sudanesi ed eritrei riguardava 16mila persone che sarebbero dovute essere trasferite in altri Paesi con i quali saremmo stati noi a trovare l'accordo con gli Stati che danno disponibilita'", ha spiegato.

Sui destinatari dei rifugiati pero' c'e' stato equivoco "rispetto alla definizione di alcuni Paesi, tra cui anche l'Italia, ma in realta' questo non e' assolutamente parte dell'accordo" e il motivo per cui e' stato fatto il nome del nostro Paese e' dovuto al fatto che "sappiamo che ci sono alcuni eritrei che hanno parenti stretti in Italia e per loro sarebbe stato logico ricongiungersi da noi" ed e' per questo che si e' parlato di rifugiati che verrebbero accolti nel nostro Paese. Carlotta Sami ha poi detto che l'Unhcr prende atto che "ieri Netanyahu ha dichiarato di volerlo sospendere dopo la presa di posizione anche di Italia e Germania, ma noi restiamo a disposizione perche' ne avrebbero beneficiato entrambe le parti".

Entrando poi nello specifico dell'accordo, la portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha spiegato: "La situazione in cui si trovano quelle persone in Israele e' molto difficile perche' si trovano tutti senza assistenza in un'aerea specifica. Parte dell'accordo - ha sottolineato - prevede che 20mila persone che rimarranno in Israele possano beneficiare di permesso di lunga durata e impegno da parte dello Stato di procurargli un lavoro e sia fatta un'operazione di inclusione nella societa'. Gli altri 16mila circa dovrebbero essere trasferiti".

Secondo la Sami il clima che si respira in Italia, malgrado la campagna elettorale abbia battuto molto sul tema dell'immigrazione, e' ancora positivo. "Anche da una serie di analisi che abbiamo fatto si puo' dire che non c'e' un atteggiamento negativo nei confronti dei rifugiati, di chi non puo' tornare a casa propria perche' perseguitato o vittima di terrorismo. Forse c'e' confusione tra rifugiati e migranti, anche perche' entrambi spesso arrivano con i barconi. L'importante - ha sottolineato ancora - e' capire che l'Italia si trova in una situazione globale complicata. Servono soluzioni anche pragmatiche: se una persona cerca di varcare una frontiera per chiedere asilo non commette reato, fermo restando il diritto dello Stato di difendere i propri confini".

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