Milano‑Cortina: gli italiani devono avere paura dell’ICE? Tutta la verità sulla presenza degli agenti statunitensi alle Olimpiadi - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 18:28

Milano‑Cortina: gli italiani devono avere paura dell’ICE? Tutta la verità sulla presenza degli agenti statunitensi alle Olimpiadi

Intervista a Luigi Chiapperini, Generale di Corpo d’Armata dei Lagunari in quiescenza e analista militare del Centro Studi dell’Esercito

di Federica Leccese

Milano‑Cortina, la presenza dell’Ice fa discutere: paura reale o semplice allarmismo?

Alla fine è arrivata la conferma: l’ICE (Immigration and Customs Enforcement), l'agenzia federale statunitense che oggi rappresenta il braccio esecutivo della stretta anti-immigrazione dell'amministrazione Trump, sarà presente in Italia per le Olimpiadi invernali. Una notizia che non ha tardato a suscitare opinioni discordanti, proteste e timori tra i cittadini. Esistono effettivi rischi legati alla presenza dell’ICE in Italia durante le Olimpiadi? Gli italiani devono davvero preoccuparsi?

A fare chiarezza è Luigi ChiapperiniGenerale di Corpo d’Armata dei Lagunari in quiescenza, analista militare del Centro Studi dell’Esercito, già comandante dei contingenti multinazionali in Kosovo, Libano e Afghanistan – che ad Affaritaliani ha sciolto ogni dubbio e tranquillizzato gli animi: “Gli agenti ICE non potranno essere impiegati per l’ordine pubblico, ma si occuperanno unicamente della sicurezza della delegazione statunitense. Non sussiste alcun presupposto che possa far pensare a interferenze con la sovranità o le competenze nazionali. Quindi nessun rischio, anche se potrebbero esserci dubbi sull’opportunità di tale scelta da parte statunitense”.

Negli eventi internazionali di grande portata, come le Olimpiadi, come si struttura normalmente il coordinamento tra le forze di sicurezza del Paese ospitante e quelle straniere che accompagnano le proprie delegazioni? Quale organo di sicurezza viene attivato per controllare questo genere di eventi in Italia?

“Ogni attività di ordine pubblico sul territorio italiano risale al Ministero degli Interni che coordina i Corpi all’uopo dedicati, essenzialmente Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. A questi assetti possono essere affiancate, in situazioni o periodi particolarmente critici, aliquote di militari delle forze armate come sta avvenendo da anni con l’impiego dell’Esercito Italiano nell’Operazione “Strade Sicure”.

In occasione poi di grandi eventi internazionali come saranno le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, detta organizzazione non risulta sufficiente poiché subentrano compiti aggiuntivi molto gravosi connessi con la sicurezza delle numerosissime delegazioni diplomatiche e sportive straniere.  

Per tale motivo, come già avvenuto in analoghe circostanze in tutto il mondo, i servizi di sicurezza diplomatica di ogni Paese partecipante vengono supportati da altre agenzie il cui ambito di intervento però è limitato alla protezione diretta dei propri connazionali. La responsabilità e la gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico rimangono della nazione ospitante”.

Quali rischi reali, se ce ne sono, derivano dalla presenza dell’ICE alle olimpiadi di Milano-Cortina? Che tipo di contributo può offrire un’agenzia investigativa straniera senza interferire con la sovranità e le competenze italiane?

“Come ha confermato un portavoce dell’agenzia statunitense, durante le Olimpiadi “l’Homeland Security Investigations dell’ICE fornirà supporto sia ai servizi di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sia alla nazione ospitante (quindi all’Italia), per verificare e mitigare i rischi derivanti dalle organizzazioni criminali transnazionali”.

Preso atto di questo, nella considerazione che gli agenti, come qualcuno ha erroneamente ipotizzato, non potranno essere impiegati in ordine pubblico ma si occuperanno unicamente della sicurezza della delegazione Usa, non sussiste alcun presupposto che possa far pensare a interferenze con la sovranità e le competenze nazionali. Quindi nessun rischio ma forse dubbi sull’opportunità di tale scelta da parte statunitense”.

Secondo lei, perché Trump vuole portare proprio l'Ice? Ci sono precedenti simili nelle ultime olimpiadi o grandi eventi internazionali?

“L’ICE pur dipendendo dal DHS (Dipartimento per la Sicurezza interna) gestisce, oltre all'immigrazione e alla sicurezza doganale degli Stati Uniti, anche le investigazioni sui crimini transnazionali. Credo quindi che la scelta sia ricaduta su quell’agenzia in quanto competente nello specifico campo del supporto alla prevenzione di atti terroristici, sempre possibili in occasione di questi grandi eventi come il massacro avvenuto alle Olimpiadi del 1972 a Monaco di Baviera ai danni degli atleti israeliani. Si tratta di una procedura normale attuata da tutti i Paesi, compreso il nostro.

In questo caso particolare sono inevitabilmente scoppiate forti polemiche in quanto pur essendo competenza di ogni nazione determinare quale agenzia dedicare a questi compiti, le recenti azioni negli Stati Uniti di alcuni agenti dell’ICE hanno provocato la giusta indignazione e fatto nascere dubbi sulla loro idoneità ad assolvere le mansioni previste in maniera adeguata”.

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