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Myanmar, esplosione in una zona mineraria della guerriglia: almeno 55 morti

Una detonazione accidentale di esplosivi minerari ha colpito il villaggio di Kaung Tat, nel nord-est del Myanmar. Almeno 55 morti

Myanmar, esplosione in una zona mineraria della guerriglia: almeno 55 morti
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Una detonazione accidentale di esplosivi usati per l’estrazione mineraria ha devastato il villaggio di Kaung Tat, nel nord-est del Myanmar. Almeno 55 persone sono morte, decine sono rimaste ferite e i soccorritori cercano ancora dispersi sotto le macerie.

Il Tnla ammette che gli esplosivi erano custoditi nel suo dipartimento economico

Almeno 55 persone sono morte nel nord-est del Myanmar dopo un’esplosione in un’area mineraria controllata da un gruppo guerrigliero etnico. La detonazione, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata causata dall’innesco accidentale di esplosivi destinati alle attività di estrazione.

L’esplosione ha colpito il villaggio di Kaung Tat, vicino al confine con la provincia cinese dello Yunnan. Oltre alle vittime, si contano decine di feriti e numerose abitazioni distrutte. Le squadre di soccorso stanno ancora cercando persone intrappolate sotto le macerie e il bilancio potrebbe aumentare.

Secondo l’agenzia locale Shwe Phee Myay, tra i morti ci sono 25 donne e 30 uomini, tutti residenti del villaggio. L’area si trova sotto il controllo dell’Esercito di Liberazione Nazionale Ta’ang, il Tnla, una delle più potenti milizie etniche del Myanmar.

Il gruppo ha ammesso che gli esplosivi erano immagazzinati nel suo dipartimento economico. In una dichiarazione pubblicata sul proprio sito, il Tnla ha parlato di un’esplosione accidentale di piombo dolce custodito per l’utilizzo nelle attività minerarie. La milizia non ha fornito un numero preciso di vittime e ha fatto sapere di aver avviato accertamenti sulle cause dell’incidente.

Il Tnla mantiene attualmente un cessate il fuoco con l’esercito birmano. La situazione nel Paese resta però segnata dalla guerra civile, aggravata dal colpo di Stato militare del 2021, che ha interrotto la transizione democratica guidata dalla premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi.

La milizia, legata all’etnia Palaung, fa parte dell’Alleanza dei Fratelli Musulmani, formazione che dalla fine del 2023 controlla la regione strategica di Kokang, al confine con la Cina. In quell’area, negli ultimi anni, le attività minerarie illegali si sono moltiplicate.

Dal golpe, la Birmania è precipitata in una crisi profonda e nell’isolamento internazionale. Secondo i dati dell’Associazione birmana per l’assistenza ai prigionieri politici, pubblicati venerdì scorso, oltre 22.100 persone risultano ancora detenute e più di 8mila sono morte per mano dell’esercito e delle forze di sicurezza.

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