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Nepal, dramma senza fine: almeno 800 morti e il quadruplo di dispersi. Sepolte vittime senza nome

Il crollo di un enorme ghiacciaio dietro alla tragedia

Nepal, dramma senza fine: almeno 800 morti e il quadruplo di dispersi. Sepolte vittime senza nome
Rescuers use earthmovers to reach submerged houses after flash flooding along the Trishuli River in Nepal’s Nuwakot district, Wednesday, Aug. 26, 2026. (AP Photo/Niranjan Shrestha)

A Bharatpur, nel sud del Nepal, vengono mostrate su uno schermo le immagini dei corpi recuperati. L’obitorio può accogliere soltanto una ventina di corpi e le autorità sono state costrette a sistemarne altri in locali climatizzati messi a disposizione dall’associazione dei commercianti. A Devghat, nello stesso distretto, le tombe delle vittime ancora non identificate sono state contrassegnate con numeri per consentirne il successivo riconoscimento La forza delle acque, inoltre, ha trascinato circa 250 cadaveri fino al distretto di Chitwan, a più di cento chilometri dalla zona maggiormente colpita.

Esperti e scienziati attribuiscono il disastro al collasso di un enorme ghiacciaio, che avrebbe trasformato in pochi istanti un corso d’acqua normalmente tranquillo in un fiume in piena. Secondo gli ultimi bilanci ufficiali, ancora provvisori, sono stati recuperati 797 corpi: 781 sul versante nepalese e 16 in Tibet. Nonostante centinaia di persone siano già state soccorse ed evacuate, restano senza notizie 3.048 persone, di cui 2.502 in Nepal e 546 in Cina. Tra i dispersi figurano anche centinaia di cittadini stranieri.

Le operazioni di soccorso continuano inoltre sotto la minaccia di nuove emergenze. Sul versante cinese, alcune squadre impegnate in Tibet sono state trasferite in zone sicure dopo la formazione di un nuovo lago di sbarramento causato da una frana, secondo i media di Stato. In Nepal, le autorità hanno invece invitato alla “prudenza” per l’aumento della portata del fiume Bhotekoshi, nel distretto settentrionale di Rasuwa.

Le ricerche si concentrano infine sul tunnel del cantiere della diga idroelettrica di Trishuli-3, dove secondo le autorità potrebbero essere rimasti intrappolati circa cento lavoratori. Domenica alcune squadre di soccorso si sono calate con le corde all’interno del tunnel e hanno cercato di mettersi in contatto con gli operai, senza però ricevere risposta, hanno riferito i servizi del primo ministro. L’obiettivo è ora ampliare il varco di accesso, anche utilizzando esplosivi, per consentire l’ingresso di squadre dotate di maschere e bombole di ossigeno. Circa 80 soccorritori nepalesi sono impegnati nell’operazione, con il supporto di squadre arrivate da India, Cina e Corea del Sud.