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TREVISAN

La Farnesina ha confermato la morte di Silvano Trevisan, il tecnico italiano rapito in Nigeria a meta' febbraio, definendo il sequestro e il suo tragico epilogo "un atroce atto di terrorismo" per cui l'Italia esprime "la piu' ferma condanna". L'Unita' di Crisi della Farnesina e gli altri organi dello Stato coinvolti, si legge in una nota, hanno continuato a seguire gli sviluppi che purtroppo in queste ore hanno acquisito connotati sempre piu' drammatici. Le verifiche effettuate in coordinamento con gli altri Paesi interessati ci inducono a ritenere che sia fondata la notizia dell'uccisione degli ostaggi sequestrati il mese scorso in Nigeria". "In questi difficilissimi momenti ci teniamo in costante contatto e ci stringiamo con grande solidarieta' ed affetto attorno alla famiglia del nostro valoroso connazionale Silvano Trevisan e siamo vicini ai congiunti degli altri ostaggi", prosegue il comunicato del ministero degli Esteri.

"Si tratta di un atroce atto di terrorismo, contro il quale il Governo italiano esprime la piu' ferma condanna e che non puo' trovare alcuna spiegazione, se non quella di una violenza barbara e cieca. Nessun intervento militare volto a liberare gli ostaggi e' mai stato tentato da parte dei Governi interessati, per i quali l'incolumita' dei loro cittadini tenuti sotto sequestro e' sempre stata la priorita' assoluta. Cio' che dobbiamo dolorosamente constatare e', piuttosto, un'aberrante espressione di odioso e intollerabile fanatismo". "L'Italia", conclude la nota, "resta fermamente impegnata in tutti i fori internazionali per prevenire e contrastare la piaga del terrorismo e si adoperera' affinche' siano assicurati alla giustizia i responsabili di questo brutale atto di violenza".

CONFERMATA LA MORTE DI 7 OSTAGGI, "NESSUN BLITZ PER LIBERARLI" - Silvano Trevisan e gli altri sei ostaggi stranieri sono stati uccisi dal commando qaedista che li aveva sequestrati il 17 febbraio nel nord-est della Nigeria. La conferma del drammatico epilogo e' arrivata dalla Farnesina e dai ministeri degli Esteri di Gran Bretagna e Grecia, dopo che fonti locali avevano detto che i cadaveri erano stati riconosciuti da un video circolato su YouTube. L'esecuzione era stata rivendicata sabato da Ansaru, una costola del famigerato gruppo jihadista Boko Haram. Trevisan, un ingegnere di 69 anni originario di San Stino di Livenza, in provincia di Venezia, era stato rapito a Jama'a're, nello Stato federale di Bauchi. Con lui erano stati sequestrati altri sei colleghi: un britannico, un greco, due libanesi e una coppia di siriani che lavoravano come lui per la Setraco, una ditta libanese. Con tre comunicati di tenore analogo, Roma, Londra e Atene hanno confermato che la notizia della morte egli ostaggi appare "fondata". La Farnesina ha precisato che "nessun intervento militare" era stato tentato dai governi interessati, "per i quali l'incolumita'" degli ostaggi "e' sempre stata la priorita' assoluta". Una risposta al comunicato di Ansaru che parlava di un'uccisione legata a un tentato blitz. Fonti locali hanno pero' riferito all'Agi che la zona in cui si trovavano i rapitori era stata perlustrata da aerei britannici in vista di un possibile intervento e questo potrebbe aver spaventato i terroristi. L'Italia ha espresso "la piu' ferma condanna" per questo "atroce atto di terrorismo", "aberrante espressione di odioso e intollerabile fanatismo". "In questi difficilissimi momenti ci teniamo in costante contatto e ci stringiamo con grande solidarieta' ed affetto attorno alla famiglia del nostro valoroso connazionale", ha fatto sapere il ministero degli Esteri, che assicura l'impegno italiano "affinche' siano assicurati alla giustizia i responsabili di questo brutale atto di violenza".

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla famiglia di Silvano Trevisan il seguente messaggio: "Ho appreso con costernazione, dopo ore di ansieta', la dolorosa notizia del barbaro assassinio del connazionale Silvano Trevisan, dopo un lungo sequestro mentre onorava la migliore tradizione del lavoro italiano all'estero. Nell'esprimere alla famiglia, in questo momento di grande sofferenza, il cordoglio dell'intera nazione e i miei personali sentimenti di solidarieta', mi unisco alla ferma condanna di tutti i paesi colpiti dall'efferato delitto contro ostaggi inermi per riaffermare l'impegno della comunita' internazionale nell'assicurare alla giustizia i responsabili, contrastare la minaccia terroristica e garantire la sicurezza del lavoro e delle persone in un'area cruciale per la pace".

L'omicidio in Nigeria di Silvano Trevisan e' un "gesto barbaro e codardo, perpetrato contro civili inermi che stavano svolgendo il loro lavoro con grandissima dedizione e professionalita'". Lo afferma il presidente del Consiglio, Mario Monti, in un messaggio inviato ai familiari della vittima. "Ho appreso con profondo turbamento del brutale assassinio di Silvano Trevisan e degli altri ostaggi sequestrati il mese scorso in Nigeria. Insieme a tutto il Governo, sono vicino in questo momento ai familiari di Silvano Trevisan e a quelli di tutti gli altri ostaggi uccisi".

La procura di Roma indaga per sequestro di persona con finalita' di terrorismo aggravato dalla morte dell'ostaggio in relazione all'assassinio in Nigeria del 69enne Silvano Trevisan. Il procedimento e' nelle mani del pm Francesco Scavo che ha deciso di affidare ai carabinieri del Ros i primi accertamenti ed e' in contatto con i rappresentanti della Farnesina. Agli atti dell'inchiesta c'e' gia' il filmato in cui esponenti di un gruppo islamico fondamentalista annunciano di aver ucciso gli ostaggi sequestrati lo scorso febbraio.

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