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Notte di fuoco sul Mar Nero: esplosioni, incendi e paura al porto russo di Novorossiysk. Un bambino ucciso dal raid ucraino

Le Forze di difesa aerea affermano di avere “intercettato e distrutto” 502 droni ucraini durante la notte

Notte di fuoco sul Mar Nero: esplosioni, incendi e paura al porto russo di Novorossiysk. Un bambino ucciso dal raid ucraino

Raid ucraino su Novorossiysk, incendi al porto russo: ucciso un bambino

Una nuova notte di attacchi scuote Novorossiysk, il grande porto russo sul Mar Nero dove Mosca ha trasferito una parte consistente della propria Flotta del Mar Nero dopo i ripetuti attacchi ucraini contro le infrastrutture militari russe in Crimea. Secondo le autorità russe, un bambino è rimasto ucciso nel corso dei raid. Il canale Telegram ucraino “Krymskiy Veter”, citando immagini satellitari della Nasa Firms, riferisce di incendi divampati nell’area portuale, in particolare vicino al molo di Sheskharis, sede del più grande terminal petrolifero russo sul Mar Nero, e nei pressi del porto militare utilizzato per l’ormeggio di navi e sottomarini della Flotta russa.

Il canale di monitoraggio Exilenova+ riferisce inoltre di un attacco contro l’impianto Nkhp, il più grande terminal russo per lo stoccaggio di cereali in acque profonde, con una capacità fino a 300 mila tonnellate. Novorossiysk rappresenta un’infrastruttura strategica per la Russia. Dopo l’annessione della Crimea nel 2014 e l’intensificarsi degli attacchi ucraini contro le installazioni navali della penisola, Mosca ha trasferito nella città parte delle proprie unità della Flotta del Mar Nero. Sul numero degli attacchi e sulla loro portata, però, le versioni delle due parti restano differenti.

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Nel bollettino diffuso dal ministero della Difesa russo, le Forze di difesa aerea affermano di avere “intercettato e distrutto” 502 droni ucraini durante la notte. I velivoli senza pilota, secondo Mosca, sarebbero stati individuati nei cieli del Territorio di Krasnodar e delle regioni di Belgorod, Bryansk, Kaluga, Kursk, Lipetsk e Oryol, oltre che in Crimea e sul Mar Nero. Il raid conferma ancora una volta il ruolo centrale dei droni nella guerra tra Russia e Ucraina. Per Kiev, colpire infrastrutture portuali, energetiche e logistiche russe significa cercare di mettere sotto pressione una rete essenziale per le operazioni militari e per l’economia di Mosca. Per la Russia, la priorità resta invece intercettare le ondate di droni e proteggere le proprie infrastrutture strategiche.

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