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La National security agency ha intercettato anche il Papa. Lo rivela il numero di Panorama in edicola da domani, giovedi' 31 ottobre. Nei 46 milioni di telefonate tracciate dagli Usa nel nostro Paese, tra il 10 dicembre 2012 e l'8 gennaio 2013, ci sarebbero infatti anche quelle da e per il Vaticano. E si teme che il grande orecchio statunitense abbia continuato a captare le conversazioni dei prelati fin sulla soglia del Conclave, il 12 marzo 2013. Incluse quelle in entrata e in uscita dalla Domus Internationalis Paolo VI a Roma, dove risiedeva il cardinale Jorge Mario Bergoglio insieme con altri ecclesiastici. Panorama rivela infatti che esiste il sospetto che anche le conversazioni del futuro pontefice possano essere state monitorate. D'altronde Bergoglio fin dal 2005 era stato messo sotto la lente dell'intelligence Usa come svelato dai rapporti di Wikileaks. Secondo quanto risulta a Panorama, le telefonate in entrata e in uscita dal Vaticano e quelle sulle utenze italiane di vescovi e cardinali, captate e tracciate dalla Nsa sono state classificate secondo quattro categorie: "Leadership intentions", "Threats to financial system", Foreign Policy Objectives, "Human Rights". C'e' il sospetto percio' che siano state oggetto di monitoraggio anche le chiamate relative alla scelta del nuovo presidente dello Ior, il tedesco Ernst von Freyberg.

La notizia: Nsagate, "buoni e cattivi" secondo gli Usa - Mentre non accennano a placarsi le polemiche sul programma globale americano d'intercettazioni e sorveglianza della National Security Agency, spunta una lista, meglio ancora una vera e propria 'classifica' stilata dalla stessa Nsa in base al grado di affidabilita' attribuito ai servizi d'intelligence degli altri Paesi. L'elenco e' suddiviso in quattro gruppi di 'merito': del primo, quello giudicato piu' positivamente, fanno parte Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda, in pratica i medesimi membri della rete denominata Echelon per il controllo delle comunicazioni satellitari. La notizia: Nsagate, "buoni e cattivi" secondo gli Usa (ore 14)

Mentre non accennano a placarsi le polemiche sul programma globale americano d'intercettazioni e sorveglianza della National Security Agency, spunta una lista, meglio ancora una vera e propria 'classifica' stilata dalla stessa Nsa in base al grado di affidabilita' attribuito ai servizi d'intelligence degli altri Paesi: autori dello scoop, per il quotidiano spagnolo 'El Mundo', sono ancora una volta i giornalisti Glenn Greenwald e German Aranda, gli stessi che due giorni fa avevano riferito dei controlli su oltre sessanta milioni di telefonate proprio in Spagna. La fonte, come sempre, e' uno dei documenti segreti trafugati dalla 'talpa' Edward Snowden prima di fuggire in Russia. L'elenco e' suddiviso in quattro gruppi di 'merito': del primo, quello giudicato piu' positivamente, fanno parte Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda, in pratica i medesimi membri della rete denominata Echelon per il controllo delle comunicazioni satellitari. Nel secondo gruppo rientrano diciannove Paesi, tutti europei tranne Giappone, Turchia e Corea del Sud, comprese Italia, Germania, Spagna e Turchia.

Sono interlocutori su cui Washington ritiene di poter in linea di massima contare, ma talvolta suscettibili di raccogliere informazioni in grado di nuocere agli interessi Usa. Ancora meno affidabili sono gli Stati inseriti nel terzo gruppo tra cui la Francia, tradizionale amica-rivale degli Stati Uniti, India, Pakistan e persino Israele. Quanto al quarto e ultimo gruppo, chi ne fa parte non e' esplicitamente indicato per evidenti ragioni precauzionali. La divulgazione della lista, quale che ne sia la veridicita' intrinseca, sembra confermare quanto affermato ieri davanti alla commissione Servizi Segreti della Camera dei Rappresentati dal generale Keith B. Alexander, direttore della Nsa: e cioe' che gran parte dei dati raccolti non erano il frutto di operazioni condotte direttamente dall'intelligence americana, bensi' da quelle di Paesi europei alleati che poi le condividevano. Frattanto una delegazione dei servizi segreti tedeschi sara' ricevuta oggi alla Casa Bianca, dove avra' un confronto con i colleghi statunitensi sulle presunte intercettazioni ai danni del cancelliere Angela Merkel e del suo telefonino. Secondo il portavoce del governo di Berlino, Steffen Seibert, la missione rappresenta solo il primo passo di un "lungo percorso" per "ripristinare la fiducia" reciproca.

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