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Esteri

In un clima improntato a un cauto ottimismo, sono cominciati a Ginevra i colloqui tra i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu (Cina, Francia, Usa, Regno Unito e Russia) e la Germania con l'Iran sul programma nucleare iraniano. La 'due giorni' di colloqui e' il secondo appuntamento dall'arrivo al potere del nuovo presidente iraniano, Hassan Rohani, lo scorso agosto, e il rimodellamento del team di negoziatori di Teheran.

Le aspettative sono elevate da entrambe le parti. Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha mostrato un cauto ottimismo, dicendosi fiducioso che si possa raggiungere un accordo per superare il decennale stallo. "Se ognuno fara' del suo meglio, possiamo trovare un accordo", ha detto dopo una colazione di lavoro con il capo della politica estera dell'Ue, Catherine Ashton; e ha lasciato intendere che un'intesa potrebbe arrivare proprio dalla 'due giorni' di colloqui. Anche l'Ue ha sottolineato che i negoziati sono entrati "in una fase seria", come ha detto la responsabile della politica estera Ue, Catherine Ashton, a cui e' affidato il compito di guidare l'equipe occidentale. Poi, a conclusione della sessione mattutina, Zarif ha rimarcato che "i progressi" ci sono, ma il negoziato e' "difficile". I colloqui sono andati bene", ha comunque aggiunto, "stiamo cominciando a entrare in discussioni piu' dettagliate: speriamo di poter andare avanti nel pomeriggio".

Gli Usa sono incoraggiati dal cambio di atteggiamento di Teheran, passato con Rohani dalla retorica incendiaria degli anni passati a posizioni piu' concilianti. Ma gli alleati occidentali vorrebbero che Teheran sostenesse le sue promesse adottando misure concrete. "Quel che stiamo cercando per ora e' una prima fase, un primo passo, un comprensione iniziale che fermi il programma nucleare iraniano e magari ne faccia arretrare alcune parti. Siamo pronti a offrire un alleggerimento limitato, mirato e reversibile delle sanzioni", ha spiegato una fonte nella delegazione americana.

Ma sullo sfondo rimangono le preoccupazioni, in primis quelle degli israeliani: una fonte del governo, a Gerusalemme, ha spiegato che la proposta del 5+1 all'Iran e' "l'interruzione dell'arricchimento dell'uranio al 20 per cento e il rallentamento dell'attivita' al reattore ad acqua pesante di Arak in cambio dell'allentamento delle sanzioni". "Ma questo e' un pessimo accordo e noi ci opponiamo fermamente". L'arricchimento dell'uranio al 20 per cento e' considerato un passo fondamentale sulla strada per costruire l'atomica e il reattore ad acqua pesante puo' fornire un fonte di plutonio, strada alternativa da cui arrivare comunque alle testate nucleari.

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