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Nyt: “Così è saltato l’accordo sul nucleare Usa-Iran”. Tra tentati sabotaggi e delegazione di Teheran senza potere decisionale

Il retroscena sulla proposta del regime respinta da Trump

Nyt: “Così è saltato l’accordo sul nucleare Usa-Iran”. Tra tentati sabotaggi e delegazione di Teheran senza potere decisionale
In this photo released by the Pakistan Foreign Ministry, Iran’s Parliament Speaker Mohammad Bagher Qalibaf, center right, and Iran’s Foreign Minister Abbas Araghchi, center left, are greeted by Pakistan Foreign Minister Ishaq Dar, right, and Army Chief Field Marshal Gen. Asim Munir, left, upon their arrival at Nur Khan airbase in Rawalpindi, Pakistan, Saturday, April 11, 2026. (Pakistan Ministry of Foreign Affairs via AP)

La guerra in Iran è appesa a una fragile tregua, i negoziati tra Usa e Teheran sono falliti e ora Trump vuole prendersi il controllo dello stretto di Hormuz decidendo lui chi far passare e chi no. Questa mossa rischia di peggiorare ulteriormente le cose e di coinvolgere altre potenze mondiali in questo conflitto. Una su tutte la Cina. Emergono dei retroscena inediti sui motivi del fallimento dei negoziati in Pakistan. Trump avrebbe rigettato l’offerta fatta dall’Iran di una sospensione di cinque anni relativa ai programmi di arricchimento dell’uranio. La risposta di Teheran sarebbe arrivata dopo l’iniziale proposta statunitense che prevedeva uno stop di vent’anni. Lo riporta il New York Times, in base a quanto riferito da due alti funzionari di Teheran e da uno di Washington. Intanto proseguono le discussioni sulla possibilità di organizzare un nuovo round di negoziati tra i due Paesi.

Ma anche Vance ha svelato qualcosa, secondo il vicepresidente la delegazione inviata in Pakistan non aveva potere decisionale. Sempre facendo riferimento ai recenti colloqui tra i due Paesi in Pakistan, Vance ha sottolineato che il team iraniano non era in una posizione tale da “concludere un accordo”. “Penso che abbiamo acquisito alcune conoscenze su come gli iraniani stanno negoziando ed è proprio per questo – ha specificato – che abbiamo lasciato il Pakistan. Perché abbiamo capito che non erano in grado, credo che il team presente non fosse in grado di concludere un accordo, e dovevano tornare a Teheran, o dal leader supremo o da qualcun altro, e ottenere effettivamente l’approvazione dei termini che avevamo stabilito”. Ma da Teheran filtra anche altro, l’accusa è di un presunto tentativo di sabotaggio.

Mohammad Marandi, membro della delegazione iraniana che ha partecipato ai colloqui a Islamabad, ha dichiarato in un’intervista all’emittente libanese Al-Mayadeen: “Abbiamo ricevuto minacce dirette e informazioni attendibili che indicavano che l’aereo della delegazione iraniana diretto a Islamabad avrebbe potuto essere attaccato. La delegazione iraniana è rientrata da Islamabad seguendo un percorso diverso, in seguito a tali informazioni. L’aereo ha cambiato rotta, è atterrato a Mashhad e la delegazione è stata trasferita a Teheran in treno e in altri veicoli”.