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Hyundai accelera sui materiali riciclati per l’auto del futuro

Hyundai accelera sui materiali riciclati per l’auto del futuro

Hyundai rafforza la strategia sui materiali riciclati e bio-based, tra norme UE, gamma elettrica e obiettivo carbon neutrality 2045.

Hyundai  sta rendendo più strutturale l’impiego di materiali riciclati e bio-based all’interno della propria gamma, trasformando la sostenibilità da elemento di immagine a leva progettuale. È un passaggio che tocca sviluppo prodotto, scelta delle forniture e gestione del fine vita del veicolo, dentro una strategia più ampia che punta alla carbon neutrality entro il 2045.

Nel settore auto, dove l’elettrificazione resta il fronte più visibile della transizione, Hyundai prova così a spostare l’attenzione su un altro snodo sempre più centrale: i materiali. Il tema non è marginale. Se l’industria vuole davvero ridurre l’impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita dell’auto, non basta intervenire sulle emissioni allo scarico o sull’efficienza energetica. Diventa decisivo ripensare anche ciò di cui un veicolo è fatto, dalla plastica dei rivestimenti ai tessuti dell’abitacolo, fino ai trattamenti utilizzati per vernici e superfici.

La mossa del gruppo si inserisce anche in un contesto normativo che sta cambiando rapidamente. In Europa, la revisione della disciplina sui veicoli a fine vita spinge i costruttori verso una maggiore responsabilità nella raccolta, nel trattamento e soprattutto nel riutilizzo dei materiali. Dal 2032, secondo l’impianto della nuova regolazione ELVR, i nuovi veicoli dovranno integrare una quota significativa di plastiche riciclate. Per le case automobilistiche questo significa prepararsi in anticipo, costruendo filiere, standard interni e processi di controllo che rendano davvero scalabile la circolarità.

È su questo terreno che Hyundai ha iniziato a organizzarsi. L’azienda ha istituito un comitato interno dedicato all’espansione delle plastiche riciclate e nel 2024 ha introdotto linee guida comuni per lo sviluppo e la gestione dei materiali circolari. Tradotto: non si tratta più di singole applicazioni sperimentali, ma di una cornice tecnica destinata a orientare le future scelte di prodotto. Il punto chiave è che l’approccio coinvolge l’intero veicolo, dai componenti strutturali alle parti interne ed esterne, dove si concentra la quota maggiore dell’impiego di materiali plastici.

La gamma elettrica IONIQ rappresenta oggi il laboratorio più visibile di questa trasformazione. Su IONIQ 5, per esempio, diversi componenti dell’abitacolo utilizzano filati ottenuti dal riciclo di bottiglie in PET, mentre sedili, rivestimenti e tappetini integrano materiali di origine vegetale derivati da canna da zucchero e mais. Anche i trattamenti superficiali seguono la stessa logica, con l’impiego di oli di lino in sostituzione di ingredienti di origine animale. Nel caso di IONIQ 5 N, variante ad alte prestazioni, Hyundai ha esteso queste soluzioni a vernici contenenti oli vegetali e pigmenti ricavati dal recupero di pneumatici a fine vita, segnale interessante perché dimostra come la ricerca sui materiali non sia confinata ai modelli più orientati all’efficienza.

Lo stesso schema si ritrova su IONIQ 6, dove PET riciclato, componenti bio-based e pigmenti da pneumatici rigenerati trovano spazio anche in alcune parti esterne. In IONIQ 9, che rappresenta il vertice della proposta elettrica Hyundai, l’uso di bio-poliuretano e finiture in bio-suede suggerisce invece un altro aspetto della questione: la sostenibilità non viene più proposta come alternativa spartana, ma come parte del linguaggio premium. È una dinamica che sta emergendo con forza in tutto il settore e che Hyundai prova a interpretare in chiave industriale.

L’approccio non riguarda soltanto la famiglia IONIQ. NEXO, il SUV a idrogeno, utilizza nell’abitacolo pelle trattata biologicamente, tessuti in PET riciclato, lino e plastiche a contenuto bio-based e riciclato. INSTER, citycar elettrica destinata a un ruolo strategico nei segmenti urbani, adotta materiali ricavati da bottiglie in PET e bio-polipropilene derivato dalla canna da zucchero, mentre su alcuni dettagli esterni compaiono vernici con pigmenti provenienti da pneumatici riciclati. Anche KONA Electric si muove nella stessa direzione, attraverso soluzioni dedicate agli interni e ai rivestimenti.

Tra i tasselli più interessanti c’è poi l’impiego di ECONYL, il filato rigenerato ottenuto dal recupero di reti da pesca dismesse e altri rifiuti in nylon. Il materiale, prodotto dall’italiana Aquafil, viene utilizzato per i tappetini di numerose versioni europee di IONIQ 5, IONIQ 6, IONIQ 9, INSTER, SANTA FE e NEXO. È un esempio concreto di come l’economia circolare applicata all’auto non passi solo dal riciclo interno alla filiera automotive, ma possa allargarsi al recupero di materiali provenienti da altri settori e da contesti ambientali critici come quello marino.

Su questo piano si inserisce anche Mission to Blue, progetto presentato da Hyundai Italia insieme alla Water Defenders Alliance di LifeGate, con il supporto a kit assorbenti per contenere sversamenti accidentali di oli e idrocarburi. Non cambia il prodotto in sé, ma amplia il perimetro della strategia ambientale del marchio, collegando il tema della mobilità a quello della tutela degli ecosistemi acquatici.

Resta un dato di fondo: l’integrazione di materiali più sostenibili da sola non basta a ridefinire il profilo ambientale di un costruttore. Però indica una direzione precisa. Hyundai sta cercando di costruire una risposta industriale che tenga insieme elettrificazione, idrogeno, processi produttivi e gestione delle risorse. In un mercato in cui la sostenibilità non può più essere raccontata soltanto in termini di motorizzazione, la partita si giocherà sempre di più sulla capacità di ridurre l’impatto dell’auto in ogni fase del suo ciclo di vita. Ed è proprio qui che i materiali, da dettaglio invisibile, stanno diventando uno dei terreni più decisivi della nuova competizione automotive.

In Breve 

Casa: Hyundai
Strategia: integrazione strutturale di materiali riciclati e bio-based nei veicoli
Obiettivo ambientale: carbon neutrality entro il 2045
Contesto normativo: revisione europea End-of-Life Vehicles Regulation
Scadenza chiave UE: dal 2032 quota obbligatoria di plastiche riciclate nei nuovi veicoli
Strumenti interni: comitato dedicato alle plastiche riciclate e linee guida aziendali introdotte nel 2024
Modelli coinvolti: IONIQ 5, IONIQ 5 N, IONIQ 6, IONIQ 9, NEXO, INSTER, KONA Electric, SANTA FE
Materiali utilizzati: PET riciclato, bio-poliuretano, bio-polipropilene, bio-suede, oli vegetali, pigmenti da pneumatici riciclati, filato rigenerato ECONYL
Partner citati: Aquafil, Healthy Seas Foundation, LifeGate
Ambito strategico: economia circolare, sicurezza delle risorse, riduzione delle emissioni lungo l’intera catena del valore

Hyundai accelera sui materiali riciclati per l’auto del futuro
Hyundai accelera sui materiali riciclati per l’auto del futuro
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