La Lazio, che ieri sera ha pareggiato 2-2 coi rossoneri, se la gioca alla pari con il Milan, acquistando sette giocatori e spendendo appena 11 milioni di euro. Un mercato da applausi per chi guarda soltanto il saldo immediato, ma il conto vero è un altro. Perché dietro i prestiti e i diritti di riscatto si nasconde una strategia precisa, quella del metodo Lotito. Frattesi, Pinamonti, Sutalo e Gudmundsson sono arrivati senza pesare subito per intero sui conti della società.
Lazio, 11 milioni per sette acquisti: il conto “vero” può superare i 40 milioni
Il mercato della Lazio si è chiuso con un esborso iniziale di circa 11 milioni di euro. Frattesi è arrivato in prestito per 5 milioni, con diritto di riscatto fissato a 10. Sutalo è costato 3 milioni, con un riscatto a 7,5. Per Pinamonti la spesa iniziale è di circa 3 milioni, destinata a crescere attraverso i bonus fino a un costo complessivo potenziale di circa 15 milioni. Gudmundsson è arrivato in prestito con diritto di riscatto, mentre Pedraza, Doekhi e Galassi non hanno comportato costi immediati per il cartellino. Il conto reale, però, è molto diverso e i tifosi lo sanno. Per riscattare (non è un obbligo, ma una scelta da fare nel prossimo mercato estivo) Frattesi, Sutalo e Gudmundsson serviranno 30 milioni potenziali, ai quali si aggiungono i bonus previsti dalle varie operazioni e quelli di Pinamonti.
Il vincolo FIGC e le cessioni: Lotito ha dovuto vendere prima di comprare
Questa è la chiave: finanza creativa. Non si tratta di debiti già certi: il diritto di riscatto non è un obbligo e la Lazio potrà decidere in futuro se esercitarlo. La strategia di Lotito nasce da un vincolo preciso. La Lazio aveva superato la soglia dello 0,7 dell’indicatore del Costo del Lavoro Allargato, con un valore quantificato a giugno in 0,822. Per liberarsi dal vincolo sarebbero serviti circa 19,5 milioni attraverso nuove risorse. Il patron biancoceleste ha scelto di non immetterle direttamente nella società, costruendo invece il mercato attraverso le operazioni in uscita e formule capaci di rinviare una parte della spesa. Le cessioni estive hanno superato i 40 milioni di euro di operazioni complessive. La voce principale è quella di Mario Gila, ceduto al Milan per circa 30 milioni bonus compresi.
Il metodo Lotito: prestiti, diritti di riscatto e spese rinviate: il conto? L’anno prossimo (forse)

Il sistema utilizzato dalla Lazio non è una novità. Si potrebbe definire “Metodo Lotito”. Il presidente del club biancoceleste lo applica praticamente dal suo arrivo nel club, sfruttando prestiti e diritti di riscatto per costruire le rose senza concentrare tutta la spesa nell’immediato. Il principio è semplice: vendere prima di comprare, utilizzare parametri zero e prestiti con diritto e lasciare al futuro la decisione sull’investimento definitivo. Non è un’elusione delle regole, ma l’utilizzo degli strumenti previsti dalle norme FIGC. L’articolo 90 delle NOIF consente a un club sottoposto al vincolo di tesserare nuovi giocatori quando gli impegni economico-finanziari vengono coperti dalle operazioni in uscita. E un diritto di riscatto non equivale a un obbligo. Il vero esame, però, arriverà la prossima estate. La Lazio dovrà decidere quali riscatti esercitare e chi trattenere o lasciare.






