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Esteri
Obama ai leader Isis: "Sarete i prossimi a essere colpiti"

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, al Pentagono, dopo la riunione con il consiglio di sicurezza, lancia un avvertimento ai leader dell'Is: "Non potete nascondervi. Sarete i prossimi ad essere colpiti". Il presidente Usa ha ricordato i responsabili dello Stato islamico uccisi negli ultimi mesi. Ha inoltre sottolineato come la lotta contro la jihad sia diventata più serrata che mai e auspica che i progressi siano sempre più rapidi: "Continua ad essere una lotta difficile ma la strategia va avanti e insieme ai partner della coalizione, stiamo colpendo i leader dello Stato islamico uno per uno". E in particolare ha citato il nostro Paese: "L'italia sta aumentando il suo impegno nella lotta contro l'Is".

Restano tesi i rapporti fra Ankara e Mosca. La nave militare russa 'Caesar Kunikov' è ripassata stamani senza incidenti attraverso lo stretto del Bosforo, diretta verso il Mar Nero. Questo dieci giorni dopo che il suo passaggio in direzione contraria della nave aveva provocato nuove tensioni tra Ankara e Mosca per la presenza a bordo di almeno un soldato con in spalla un lanciamissili terra-aria, apparentemente pronto all'uso. Lo hanno mostrato i media turchi, spiegando che ieri la nave aveva già attraversato i Dardanelli proveniente dal Mediterraneo. La Turchia aveva definito il suo passaggio all'andata una "provocazione", mentre la Russia aveva replicato sostenendo che non aveva violato alcuna norma della convenzione di Montreux.

Intanto una parte delle truppe turche schierate nel campo di addestramento di Bashiqa, 30 km a nord della roccaforte Isis di Mosul, è stata trasferita in nord Iraq. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale Anadolu. "Nell'ambito di nuove disposizioni, un convoglio di 10-12 veicoli che trasportano parte delle nostre truppe a Bashiqa si è spostato verso il nord dell'Iraq", ha riferito una delle fonti turche, senza spiegare esattamente dove si stiano dirigendo le truppe. Non è inoltre chiaro in che misura Ankara abbia deciso di cedere alle pressioni internazionali a riportare in patria i soldati. Ai primi del mese l'Iraq aveva denunciato che centinaia di militari turchi erano entrati nel Paese senza comunicarlo, un atto definito ostile da Baghdad.

Da parte sua, Ankara aveva affermato che le truppe inviate avevano il compito di proteggere la missione di addestramento ed equipaggiamento delle forze irachene che stanno preparando l'offensiva per riprendere Mossul, conquistata dai combattenti del gruppo Stato islamico oltre un anno fa. Nonostante le buone intenzioni dichiarate, la mossa della Turchia è stata vista come un tentativo di aumentare la propria influenza in conflitti oltre i propri confini.

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