Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Esteri » Obama bacchetta Netanyahu sull’Iran: “Da lui nessuna alternativa”

Obama bacchetta Netanyahu sull’Iran: “Da lui nessuna alternativa”

Obama bacchetta Netanyahu sull’Iran: “Da lui nessuna alternativa”
obama Netanyahu ape
Per il presidente Obama il premier israeliano, nel suo discorso contro l’accordo sul nucleare iraniano, “non ha offerto alcuna alternativa fattibile e non c’è nulla di nuovo”. Per Netanyahu n “è un cattivo accordo e staremmo meglio senza”

Barack Obama non ha per nulla apprezzato la presa di posizione del premier israeliano sull’accordo sul nucleare iraniano nel suo intervento davanti al Congresso degli Stati Uniti. Per Netanyahu quello sul nucleare
“è un cattivo accordo e staremmo meglio senza: non impedira’ lo sviluppo di armi atomiche e anzi garantira’ all’Iran la possibilita’ di svilupparne, e anche molte”. Il premier israeliano ha sottolineato come il nucleare iraniano rappresenti “una minaccia non solo per lo stato d’Israele e per il popolo israeliano ma anche per la pace nel mondo”.

Perche’ di Teheran “non ci si puo’ fidare”, ha avvertito, e non c’e’ pericolo piu’ grande, “di un connubio tra ” l’Islam militante e le armi nucleari”. Da Netanyahu “nulla di nuovo” e’ stato il commento del Presidente Barack Obama che si e’ polemicamente “limitato” a leggere la trascrizione del discorso alla Casa Bianca perche’ impegnato, mentre Netanyahu parlava, in una conference call con i leader europei sull’Ucraina. Netanyahu “non ha offerto alcuna alternativa fattibile”, ha attaccato Obama nella sua replica a distanza davanti alle telecamere, durata di ben 11 minuti. Obama ha dunque invitando il Congresso ad aspettare “che vi sia un accordo” prima di commentarlo, considerando che la prima scadenza per l’intesa quadro e’ alla fine di marzo e che il segretario di stato John Kerry e’ impegnato in queste ore nelle negoziazioni a Ginevra.
 
 
E se una sessantina di parlamentari democratici hanno boicottato il discorso di Netanyahu considerandolo uno “spot elettorale” in vista delle elezioni del prossimo 17 marzo, l’accoglienza dei presenti e’ stata particolarmente calorosa, con continui applausi e standing ovations. Per Netanyahu e’ stato il terzo discorso al Capitol, dopo quello del 1996 al suo primo incarico da premier e quello del 2011. Solo lui e Winston Churchill hanno avuto questo onore, sottolineato anche dal busto del primo ministro inglese che lo speaker della Camera Bohener ha regalato a Netanyahu. Per gettare acqua sulle polemiche che hanno preceduto il discorso, Netanyahu ha ringraziato il presidente Barack Obama per il supporto ad Isreale e ha indicato come l’alleanza tra i due Paesi “sia sempre stata al di sopra della politica”.

Cio’ non significa, ha affermato, che “se Israele dovesse rimanere da sola non reagirebbe alla minaccia del nucleare. Ma non sara’ cosi’ – ha detto- perche’ l’America sta con Israele, voi state con Israele”. Occorre “essere uniti per fermare la marcia dell’Iran” che supporta il terrorismo e minaccia di “annientare Isreale”. E se il regime iraniano “e’ vulnerabile” e deve essere messo sotto pressione per arrivare ad un accordo efficace sul nucleare, le minacce non devono essere sottovalutate perche’ i regime iraniano non e’ un problema solo degli ebrei come non lo era in nazismo. “Il leader supremo iraniano Khamenei scrive suTwitter, in inglese che Israele deve essere distrutto – ha osservato Netanyahu – eppure internet non e’ libero in Iran”. Se Teheran “vuole essere trattato come un Paese normale – ha proseguito – deve agire come un Paese normale, smettendola di minacciare i vicini”. Netanyahu ha dunque esortato gli Usa a non farsi ingannare dal comune interesse nella lotta contro Isis. “Il nemico del tuo nemico – ha rincarato – e’ tuo nemico”.