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Obama bocciato sull’immigrazione. I repubblicani: “Sarà battaglia”

Obama bocciato sull’immigrazione. I repubblicani: “Sarà battaglia”
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Il presidente Usa si appresta ad annunciare un decreto che permetterebbe a 5 degli 11 milioni di irregolari di avere un permesso di soggiorno e di lavoro. Il leader dei repubblicani al Senato, Mitch McConnell: “Il miraggio spingerebbe molti giovani ad affrontare rischi e morire per raggiungere il nostro Paese”

Barack Obama non ha ancora annunciato agli americani i contenuti di una riforma sull’immigrazione che, secondo i primi calcoli, permetterebbe la regolarizzazione di circa cinque degli 11 milioni di persone che al momento vivono irregolarmente negli Usa. Lo farà con un discorso alla nazione in prima serata. Ma i repubblicani hanno già alzato le barricate. L’intenzione del presidente, già nota e analizzata da ogni angolazione dai media e dagli osservatori politici, è di garantire un permesso di soggiorno e lavoro a chi ne è privo, agendo per decreto, sfruttando quindi il suo potere esecutivo e aggirando l’opposizione del nuovo Congresso a maggioranza repubblicana.

E i repubblicani promettono di “reagire con forza” al piano di Obama. Perché, ha spiegato in aula il leader del Gop al Senato, Mitch McConnell, “può avere effetti tragici, provocando una nuova ondata di immigrati illegali dall’America latina e con molti giovani che potrebbero affrontare rischi e morire nel tentativo di raggiungere il nostro Paese, attratti dal miraggio dell’amnistia di Obama”.

Degli oltre 11 milioni di irregolari negli Usa, oltre la metà proviene dal vicino Messico. Secondo il New York Times, potrebbero usufruire della nuova normativa fino a quattro milioni di persone prive di documenti negli Stati Uniti da almeno cinque anni e con la fedina penale pulita. Entrerebbero a far parte di un programma che li proteggerebbe dal rimpatrio, garantendo loro un permesso di soggiorno e lavoro.

Un altro milione di persone potrebbe ottenere tutele grazie ad altre parti della riforma, compresa l’estensione di un programma già esistente per i “dreamers”, i giovani immigrati arrivati negli Stati Uniti da bambini. I loro genitori, però, non riceverebbero una protezione specifica. A nessuno sarebbero comunque concessi i sussidi per l’assicurazione sanitaria previsti dall’Affordable Care Act.

Obama andrà in diretta sui canali via cavo, innanzitutto su Univision e Telemundo, i network in lingua spagnola. Il discorso, in “prime time”, non sarà trasmesso dai quattro maggiori, Cbs, Abc, Nbc e Fox, a cui la Casa Bianca non ha lo ha neanche chiesto perché certa di una risposta negativa: quei canali non avrebbero rinuciato ai loro programmi più popolari sapendo di sentirsi poi obbligati a concedere lo stesso tempo agli oppositori della riforma.

Presentato il piano, Obama incasserà gli applausi dei latinoamericani volando domani a Las Vegas, in quel Nevada che ha la percentuale più alta di immigrati senza permesso. Prima ancora della presentazione del decreto i repubblicani hanno già accusato il capo della Casa Bianca di andare ben oltre i suoi poteri. Per Jeff Sessions, tra i senatori più duri, il presidente “non ha alcuna autorità per garantire lo status legale a persone dichiarate fuorilegge da leggi approvate dagli Stati Uniti”.