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Esteri
Obama frena su nuovi interventi militari

“Questa non è una nuova guerra fredda”. Il presidente americano Barack Obama, parlando all’Accademia di West Point, la scuola dove da oltre due secoli vengono formati gli ufficiali dell’esercito statunitense, si è rivolto in primis alla Russia, sottolineando come sulla questione ucraina la politica degli Usa sia quella di “agire insieme agli alleati e alla comunità Internazionale”.
 
Nel suo intervento di fronte ai cadetti il presidente americano ha parlato anche di Siria, “non ci sono risposte facili, questo non vuol dire però che non dovremmo aiutare il popolo siriano”, ed ha fortemente criticato chi parla di un’America in declino sul pacoscenico mondiale, "l'America raramente è stata così forte rispetto al resto del mondo. E quelli che parlano di declino e di mancanza di leadership danno una interpretazione sbagliata della storia".
 
 Ma il tema su cui più ha insistito Obama è stato, ancora una volta, il terrorismo e la minaccia che da questo deriva. La minaccia più diretta per gli Usa "resta il terrorismo. Ma – ha spiegato l’inquilino della Casa Bianca - una strategia che prevede l'invasione di ogni paese che da asilo a terroristi è ingenua e insostenibile". Secondo il presidente americano la strategia anti-terrorismo va rivista puntando su partnership efficaci anche se,"gli Stati Uniti - ha spiegato -, useranno la forza militare, anche unilateralmente, se necessario. E non chiederanno mai il permesso a nessuno se i nostri interessi sono in pericolo e i nostri cittadini minacciati. Ma sbaglia chi dice che l'intervento militare è l'unica via per evitare di apparire deboli”. "Nel ventunesimo secolo l'isolazionismo non è un'opzione - ha detto ancora Obama - ma non è vero che ogni problema può essere risolto solo con soluzioni di tipo militare".
 
 Dall'Ucraina alla Siria, dall'Iran alla Corea del Nord e all'Africa, "dobbiamo agire collettivamente con i nostri alleati ampliando gli strumenti a nostra disposizione, dalla diplomazia alle sanzioni, dall'isolamento al ricorso alla giustizia internazionale. Questa - secondo Obama - è la strada che molto più probabilmente porta al successo e che ci fa evitare errori pagati poi a caro prezzo”.
 
Un fondo da 5miliardi di dollari per la lotta al terrorismo
 Il presidente degli Stati Uniti  ha proposto la creazione di un fondo di 5 miliardi di dollari per la lotta contro il terrorismo: "Chiedo al Congresso di sostenere la proposta di un fondo contro il terrorismo di 5 miliardi dollari ", ha annunciato. "Questo ci permetterà di formare  e rafforzare le capacità operative dei paesi, nostri partner, che sono in prima linea in questa lotta. Si tratta di risorse che ci daranno la flessibilità necessaria per svolgere diverse missioni, compresa la formazione delle forze di sicurezza in Yemen che stanno continuando l'offensiva contro Al Qaida, il supporto per una forza multinazionale per mantenere la pace in Somalia, lavorare con gli alleati europei per formare le forze di sicurezza libiche e le forze di polizia ai confini. E ancora - ha concluso Obama - collaborare con le operazioni militari francesi in Mali".
 
 Ucraina
 “Questa non è una nuova guerra fredda", ha sottolineato Obama, spiegando che la linea di confdotta degli Usa nella crisi ucraina sia quella di "agire insieme agli alleati e alla comunità internazionale che hanno dato al popolo ucraino la possibilità di votare e scegliere i loro futuro".
 
 Siria
 In Siria "non ci sono risposte facili", e "nessuna soluzione militare può eliminare a breve la terribile sofferenza" ha detto il presidente Obama a West Point, aggiungendo che però "questo non vuol dire che non dovremmo aiutare il popolo siriano a far fronte contro un dittatore che bombarda e affama il proprio popolo". E per questo, ha detto ancora, "lavorerò con il Congresso per aumentare il sostegno a coloro nell'opposizione siriana che offrono la migliore alternativa ai terroristi e ad un brutale dittatore".
 
Egitto
 Le relazioni degli Stati Uniti con l'Egitto "sono ancorate agli interessi sulla sicurezza, dal trattato di pace con Israele, agli sforzi comuni contro l'estremismo violento", ha detto Obama, aggiungendo che "non abbiamo tagliato la nostra cooperazione con il nuovo governo. Ma possiamo fare e faremo persistentemente pressioni per le riforme che il popolo egiziano ha chiesto".
 
 I droni
 Nell'intraprendere "azioni dirette" che sono "necessarie per proteggerci", come gli attacchi con i droni in Yemen o Somalia, ha detto Obama, "dobbiamo mantenere standard che riflettono i nostri valori" e "questo vuol dire colpire solo quando siamo di fronte ad una minaccia continuata e imminente e solo quando c'è la certezza che non ci siano vittime civili". "Per le nostre azioni - ha detto - dovremmo superare un semplice test: non dobbiamo creare più nemici di quanti ne togliamo dal campo di battaglia".
 
Stati Uniti leader
 "L'America raramente è stata così forte rispetto al resto del mondo. E quelli che parlano di declino e di mancanza di leadership danno una interpretazione sbagliata della storia”, ha affermato il  presidente americano, sottolineando come "l'America deve rimanere leader sul palcoscenico mondiale”.
   
 Il ruolo della Nato, dell’Onu e del Fmi
 Il ruolo delle organizzazioni internazionali come la Nato, l'Onu e il Fondo monetario internazionale deve essere sempre più determinante nel gestire le crisi geopolitiche "ma deve cambiare e adeguarsi alla nuove sfide mondiali": lo ha detto il presidente americano, Barack Obama.
 
 Guantanamo
 "Continuerò a spingere per la chiusura di Gitmo", il supercarcere nella base militare Usa di
 Guantanamo, a Cuba, ha ribadito il presidente Obama, aggiungendo di credere profondamente "nell'eccezionalità americana". "Ma ciò che ci rende eccezionali - ha aggiunto - non è la nostra capacità di non rispettare le norme internazionali e lo stato di diritto, ma bensì la nostra volontà di affermarle, attraverso le nostre azioni". "I valori e le tradizioni giuridiche americane - ha ricordato ancora - non consentono la detenzione a tempo indeterminato di persone oltre le nostre frontiere".

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