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Esteri
Pakistan, tolta la moratoria sulla pena di morte

All'indomani dell'attentato contro la scuola di Peshawar, il governo del Pakistan ha cancellato la moratoria sulla pena di morte per i reati legati al terrorismo. Lo ha reso noto l'ufficio del premier, Nawaz Sharif. Ed e' la prima reazione concreta al sanguinoso attentato dei talebani, in cui sono morte 141 persone, quasi tutti bambini.

Strage a scuola,attentato piu' sanguinoso in Pakistan - Il Pakistan e' stato colpito dall'attentato piu' atroce della sua storia: 141 morti, di cui 132 bambini, in gran parte minori di 15 anni, sono stati massacrati in una scuola militare a Peshawar, nel nord del Paese. Neanche quando fu ucciso l'ex premier Benazir Bhutto a Karachi nel 2007 la furia omicida dei fondamentalisti islamici arrivo' a tanto: allora i morti furono 139. L'attacco sferrato da un commando di 9 talebani del Teherek-e-Taliban Pakistan (TTP), tutti uccisi alla fine di ore di battaglia, ha causato anche il ferimento di 124 persone, di cui 121 giovani e giovanissimi. L'attacco e' stato condannato persino dai talebani afghani. La carneficina, cominciata intorno alle 11 ora locale, e' andata avanti per 7 ore, fino a quando l'esercito e' riuscito a riconquistare il controllo dell'edificio. La scuola e' abitualmente frequentata da un migliaio di studenti, tra i 10 e 18 anni: per loro e' stato un inferno. Alcuni sono riusciti a fuggire, altri si sono finti morti e chi e' sopravvissuto ha raccontato di scene raccapriccianti: gli uomini del commando hanno fatto irruzione nelle aule e sparato a caso, rincorrendo gli alunni e stanando quelli rintanati sotto i banchi. Nessuna richiesta, solo il fuoco delle armi impazzite contro poveri giovanissimi innocenti. I 9 uomini del commando hanno scalato il muro esterno della struttura e sono entrati tutti -secondo i talebani- con giubbotti esplosivi: qualcuno li ha sentiti parlare con accento straniero e, tra di loro, in arabo; e avrebbero usato i ragazzini come scudi umani.

Teatro dell'attacco Peshawar, la principale citta' nel nord-ovest del Pakistan. Nel mirino la scuola Warsak Road (dal nome della strada dove si trova) che fa parte del Sistema di Scuole e College pubblici gestiti dall'esercito pakistano. E' stata una rappresaglia per l'offensiva dell'esercito in Nord Waziristan, la zona tribale al confine con l'Afghanistan dove si trovano le roccaforti talebane, non lontana dalla citta' di oltre 4 milioni di abitanti. I talebani lo hanno detto chiaramente: "Abbiamo scelto con cura la scuola militare perche' il governo ha preso di mira le nostre famiglie, e le nostre donne. Vogliamo far provare loro (ai militari) il nostro stesso dolore", ha spiegato Muhammad Umar Khorasani, un portavoce del gruppo che ha rivendicato la strage. La scuola e' stata scelta proprio perche' frequentata dai figli di alti ufficiali. Secondo il portavoce, era stato dato l'ordine di sparare a tutti gli studenti adulti, ma non toccare i piu' piccoli. Ma evidentemente non e' accaduto. E i ragazzi sono stati giustiziati. Molti, ha raccontato un medico del Lady Reading Hospital, avevano ferite al petto e alla testa, le autorita' stanno verificando se e' vero che molti cadaveri avessero la testa mozzata. Il mondo sotto shock si e' sollevato inorridito. Il premio Nobel per la Pace, la giovane pakistana Malala Yousafzai, che proprio lo stesso gruppo talebano riusci' quasi ad uccidere nel 2012 per il suo impegno a favore dell'educazione femminile, si e' detta con "il cuore a pezzi". Il presidente americano, Barack Obama, ha parlato di atto "atroce". Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha parlato di "attacco orrendo e codardo contro bambini indifesi". Il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, ha parlato di attacco "ai valori universali, ma anche al futuro del Paese e ai nostri futuri". Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha definito la strage "crimine contro l'umanita'". Il governo pachistano non fermera' la lotta contro il terrorismo, ha assicurato il premier pakistano Nawaz Sharif. "Fino a quando questo paese non sara' ripulito dai terroristi, questa guerra continuera', non ho dubbi. Ne ho parlato anche con il governo afghano e insieme combatteremo il terrore", ha sottolineato, ricordando che l'offensiva dei miliziani e' arrivata dopo un'operazione dell'esercito contro roccaforti talebane. Anche i talebani afghani hanno condannato l'attentato. E' un atto "contro l'Islam", hanno avvertito. Ma i terroristi non mostrano cedimenti: e' solo un trailer e presto ci saranno altri attacchi, ha minacciato Khorasani.

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