L’astensione della Nigeria al voto espresso dal Consiglio di sicurezza dell’Onu sulla risoluzione palestinese per un accordo di pace con Israele è stato uno “shock” e una “grande delusione”. E’ quanto ha dichiarato il rappresentante palestinese all’Organizzazione per la cooperazione islamica (Oci), Muhannad al-Akluk, ricordando come il Paese africano abbia sempre sostenuto la causa palestinese e sottolineando come il voto nigeriano contro la Palestina da parte di un Paese membro dell’Oci sia un’”evidente contraddizione”.
Secondo Al Akluk, citato oggi dall’agenzia di stampa palestinese Maan, l’astensione della Nigeria viola anche numerose risoluzioni adottate dall’Oci a sostegno della Palestina.
La risoluzione non è stata approvata per un solo voto: il testo avrebbe dovuto raccogliere il consenso di almeno nove dei 15 Stati membri del Consiglio. Il documento ha invece ottenuto otto voti favorevoli (Francia, Cina, Russia, Argentina, Ciad, Cile, Giordania, Lussemburgo), due contrari (Stati Uniti e Australia) e cinque astensioni (oltre la Nigeria, il Ruanda, il Regno Unito, la Lituania e la Corea del Sud).
Una fonte palestinese coinvolta nei negoziati all’Onu ha riferito al quotidiano britannico Guardian che “fino a mezz’ora prima del voto, la Nigeria aveva ribadito il proprio impegno a votare in favore della risoluzione”. La fonte ha quindi aggiunto: “Sapevamo che Ruanda, Corea del Sud e Australia non l’avrebbero approvata, ma credevamo che la Nigeria fosse con noi”. Secondo la ricostruzione del Guardian, la Nigeria avrebbe cambiato posizione dopo che sia il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che il segretario di Stato Usa, John Kerry, hanno contattato telefonicamente il presidente Goodluck Jonathan, chiedendogli di non sostenere la risoluzione. Lo stesso premier israeliano ha confermato di aver parlato con Jonathan, ma anche con il presidente del Ruanda, Paul Kagame, prima del voto.
