Papa Leone XIV arriva oggi in Argentina, seconda tappa del viaggio apostolico in Sudamerica iniziato il 6 novembre in Uruguay. Il Pontefice resterà nel Paese fino a mercoledì 11 novembre, quando partirà alla volta del Perù. Quattro giornate dense di appuntamenti istituzionali, celebrazioni religiose e incontri con le diverse realtà della società argentina, a partire dal presidente Javier Milei, che lo accoglierà alla Casa Rosada.
La visita si apre a Buenos Aires, dove il Papa è atteso alle 16.30 (le 20.30 in Italia) all’aeroporto Aeroparque Jorge Newbery, proveniente da Montevideo. Dopo l’accoglienza ufficiale, Leone XIV renderà omaggio al Monumento al generale San Martín, prima di raggiungere la sede della presidenza argentina per la cerimonia di benvenuto e l’incontro con Milei, previsto alle 17.50.
I due si erano già incontrati a Roma il 7 giugno 2025, in occasione della visita ufficiale del presidente argentino. Alle 18.30 il Pontefice incontrerà le autorità politiche, i rappresentanti della società civile e il corpo diplomatico al Palacio Libertad, dove pronuncerà il primo discorso sul suolo argentino.
Il 9 novembre tra solidarietà sociale e dialogo interreligioso
La seconda giornata del viaggio, lunedì 9 novembre, sarà dedicata in particolare alle persone più fragili, al mondo del lavoro e al dialogo tra le religioni. Alle 9.15 Leone XIV raggiungerà Claypole, nella provincia di Buenos Aires, per visitare il Pequeño Cottolengo Don Orione e incontrare operatori e assistiti della struttura. Alle 11.30 celebrerà la messa al Monumento de los Españoles, nella capitale. Nel pomeriggio sono previsti un incontro con i rappresentanti del mondo del lavoro all’Università Cattolica Argentina e un confronto con i leader delle comunità cristiane e delle altre tradizioni religiose al Palacio San Martín.
La giornata si concluderà nella Cattedrale Metropolitana della Santissima Trinità, dove il Papa celebrerà i Vespri con i vescovi argentini e le équipe sinodali. Qui è previsto anche un omaggio alla memoria di Papa Francesco, che prima dell’elezione al soglio pontificio, nel 2013, era stato arcivescovo di Buenos Aires.
Da Córdoba a Luján: gli ultimi appuntamenti
Martedì 10 novembre il viaggio proseguirà a Córdoba. Leone XIV partirà da Buenos Aires alle 7.30 e raggiungerà la città alle 9. Alle 10 celebrerà una messa nella spianata della Scuola di Aviazione Militare. Nel pomeriggio incontrerà vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi, seminaristi e operatori pastorali nella Cattedrale di Nuestra Señora de la Asunción. Rientrato a Buenos Aires, il Pontefice parteciperà alle 20.15 a una veglia con i giovani presso il Monumento de los Españoles.
Mercoledì 11 novembre sarà invece l’ultima giornata della tappa argentina. Il Papa visiterà alle 8 il Complesso penitenziario federale di Buenos Aires, dove incontrerà i detenuti. Alle 10 celebrerà una messa nel piazzale antistante la Basilica di Nostra Signora di Luján, uno dei principali santuari mariani del Paese. Dopo la cerimonia ufficiale di congedo all’aeroporto internazionale Ministro Pistarini, prevista alle 13.30, partirà per Lima, in Perù.
Il poncho artigianale in dono al Papa a Córdoba
Tra i momenti simbolici della visita c’è anche il dono che Leone XIV riceverà durante la tappa a Córdoba: un poncho realizzato a mano da Erick Rojas, giovane pastore e tessitore della comunità indigena La Unión, nel dipartimento di Pocho, appartenente alla popolazione originaria dei comechingones. Il regalo è stato commissionato dal governatore della provincia, Martín Llaryora, diversi mesi prima della conferma ufficiale del viaggio. Per realizzarlo, Rojas ha seguito personalmente tutte le fasi della lavorazione, dalla tosatura delle pecore alla filatura, dalla tintura naturale alla tessitura su un antico telaio.
Anche i colori raccontano il legame con il territorio: per ottenere le diverse tonalità sono state utilizzate piante locali, come la chilca per le sfumature arancioni, il suico per il giallo e il tronco del piquillín per altre gradazioni. Il poncho è arricchito da decorazioni legate alla tradizione della comunità indigena. “Per noi i simboli sono importanti, rappresentano la persistenza del nostro popolo. Sono come preghiere”, ha spiegato l’artigiano. Un dono che vuole quindi rappresentare non soltanto l’artigianato locale, ma anche la memoria e l’identità culturale delle popolazioni originarie argentine.
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