Patto di stabilità, primo sì Ue all’Italia
“Esamineremo piu’ a fondo le richieste di Italia e Grecia“. Con queste parole il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha risposto oggi alle sollecitazioni arrivate da Roma e Atene per una maggiore flessibilita’ nell’applicazione delle regole fiscali europee di fronte all’impatto dell’inflazione e del caro energia.
“All’interno del quadro di bilancio esistono elementi che gia’ offrono un sostegno e tengono conto dell’impatto di un’inflazione piu’ elevata sulla traiettoria di crescita della spesa netta”, ha spiegato il commissario, assicurando che Bruxelles continuera’ a monitorare gli sviluppi e valutera’ eventuali ulteriori misure di risposta.
Le parole di Dombrovskis arrivano nel giorno in cui l’Italia ha incassato il primo via libera della Commissione europea all’attivazione della clausola di salvaguardia su energia e difesa, richiesta a settembre dal governo Meloni e che libererebbe 14 miliardi dagli stretti lacci del Patto di Stabilita’. Un successo politico per Roma, ma che non chiude il confronto sulla flessibilita’ fiscale. Se infatti cresce il consenso tra gli stati sulla necessita’ di rispondere all’emergenza energetica, resta aperta la partita su quanto margine i Ventisette siano disposti a concedere senza mettere in discussione il nuovo equilibrio del Patto di stabilita’.
In questo contesto si inserisce la proposta presentata oggi dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti all’Eurogruppo di Lussemburgo. Secondo il Mef, il dibattito sulle ricadute dell’inflazione sui conti pubblici e’ stato ampio e la posizione italiana ha raccolto “numerosi consensi”, pur tra le tradizionali resistenze dei Paesi frugali. Il ministro olandese aveva affermato nel pomeriggio che “contrarre altro debito non e’ la soluzione” e il suo omologo tedesco Lars Klingbeil e’ tornato a chiedere una tassa sugli extraprofitti delle compagnie energetiche.
“Alla Commissione abbiamo chiesto un’ulteriore riflessione sulla questione al fine di una corretta interpretazione dei fattori rilevanti per il rispetto dell’attuale Patto di stabilita’”, ha spiegato Giorgetti, dicendosi fiducioso che “le buone ragioni tecniche” possano trovare spazio nell’interpretazione delle regole europee.
Tuttavia, Dombrovskis ha avvisato che “non possiamo introdurre continuamente nuove flessibilita’ fiscali”, mentre il presidente dell’Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis e’ tornato a ribadire il mantra degli ultimi mesi: “tutti noi ribadiamo l’importanza di attenersi a misure che siano completamente temporanee, mirate e flessibili” aggiungendo che dovrebbero andare a tutela delle fasce piu’ deboli che di piu’ risentono del rialzo del prezzo dell’energia.


