Esteri
Ucraina, Lavrov all'attacco: "Ue e Nato ormai obsolete”. E accusa gli Usa: “Vogliono il dominio economico globale”
Il ministro degli Esteri russo contesta la linea di Trump su Kiev e l’energia, rilancia l’asse euroasiatico e avverte: Iran, serve una via pacifica

Anchorage e sanzioni: Lavrov denuncia il cambio di linea Usa e la “guerra” alle petroliere
Sergei Lavrov risponde all’ultimatum di Donald Trump a Mosca e Kiev per il raggiungimento di un accordo che ponga fine alla guerra entro pochi mesi tornando ad attaccare gli Stati Uniti, dopo mesi in cui per Mosca il nemico era invece diventata la sola Europa.
Il presidente americano Donald Trump aveva promesso di cambiare corso rispetto a Joe Biden, ma di fatto le sue iniziative su Russia e Ucraina sono in continuità con quelle del suo predecessore. A sostenerlo è stato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, in un'intervista alla televisione Brics di cui dà conto la Tass.
"Ci è stato detto che il problema ucraino doveva essere risolto. Abbiamo accettato la proposta degli Stati Uniti ad Anchorage", ha ricordato, "il che significa che il problema dovrebbe essere risolto. La posizione degli Stati Uniti era importante per noi. Accettando la loro offerta, sembrava che avessimo completato il compito di risolvere il problema ucraino e di passare a una cooperazione su larga scala, ampia e reciprocamente vantaggiosa".
E invece, ha spiegato, "finora, in pratica, tutto va in una direzione opposta: vengono imposte nuove sanzioni e si sta combattendo una 'guerra' contro le petroliere in mare in violazione della Convenzione Onu sul diritto del mare".
"L'obiettivo degli Stati Uniti è quello del dominio economico globale, attuato attraverso una vasta gamma di misure coercitive incoerenti con il principio della concorrenza, con i dazi, le sanzioni, divieti diretti e anche restrizioni sulle comunicazioni per alcuni partner. Dobbiamo tenerne conto", ha affermato il ministro degli Esteri russo, in una intervista all'emittente televisiva Brics International. "Gli Usa scoraggiano l'India e altri partner ad acquistare energia russa a basso costo, costringendo questi Paesi ad acquistare Gnl americano a prezzi significativamente più alti. Vengono imposte nuove sanzioni, si attaccano petrolifere in acque internazionali in violazione della Convenzione Onu sul diritto del mare", ha spiegato. "Gli americani vogliono controllare tutti i canali del rifornimento energetico per i Paesi ovunque, incluso in Europa, dove controllano i gasdotti Nord Stream, il sistema di trasporto del gas ucraino e TurkStream".
"Ad Anchorage abbiamo accettato la proposta degli Stati Uniti. Per dirla chiaramente, loro hanno proposto e noi abbiamo accettato. Il problema deve essere risolto", ha aggiunto accusando gli Usa di aver cambiato idea e di non essere più disposti a seguire l'ipotesi di accordo di Anchorage che loro stessi avevano messo sul tavolo.
"Il Presidente Putin ha detto ripetutamente che per la Russia questo è quello che conta. E' irrilevante quello che sarà detto in Ucraina o in Europa, dove la russofobia ha radici profonde. Per noi la posizione degli Stati Uniti è importante. Avendo accettato le loro proposte, riteniamo di aver esaudito il compito di risolvere la questione ucraina e che possiamo passare a una cooperazione ampia e positiva per entrambe le parti".
Nato, Unione europea e Osce hanno fatto il loro tempo, ha decretato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in una intervista a Brics Tv in cui ha invece indicato nell'estero vicino della Russia, nell'Unione economica euroasiatica, nella Comunità degli Stati indipendenti e nell'Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (Csto) le priorità della politica estera di Mosca e lo slancio che sta invece acquisendo l'architettura di sicurezza euroasiatica.
"Tutte queste organizzazioni - la Nato con le garanzie non rispettate di non espandersi a est, l'Ue, che ha smantellato la sua densa rete di cooperazione con la Russia e l'Osce, che ha subordinato la sua opera alle azioni unilaterali dell'Occidente, cedendo il principio del consenso su cui era stata fondata - stanno avvicinandosi alla fine della loro rilevanza istituzionale", ha dichiarato.
"L'iniziativa del Presidente Putin del 2024 di rafforzare la sicurezza dell'Eurasia e costruire una architettura di sicurezza continentale sta acquisenso slancio e attraendo interesse crescente", ha spiegato il ministro. "Il processo della formazione di una Grande Partnership euroasiatica è in corso. Si tratta di un processo iniziato con la cooperazione in seno all'Unione economica euroasiatica, nell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai e nell'Asean, tenendo conto anche dell'iniziativa cinese delle nuove vie della seta".
"Gli Stati Uniti stanno già perdendo oggettivamente la loro influenza e il loro peso economico nell'economia mondiale", ha aggiunto Lavrov, sottolineando "l'emergere, in contemporanea, di Paesi come la Cina, l'India e il Brasile".
"Sviluppi molto interessanti vengono registrati anche fra i Paesi africani che vogliono sviluppare da soli le loro risorse naturali e sviluppare il loro settore industriale, seguendo il percorso che l'Unione sovietica ha storicamente sostenuto", ha indicato Lavrov, ribadendo l'emergere di un ordine multipolare, dopo il bipolarismo dei tempi dell'Urss e l'unipolarismo degli anni successivi al collasso dell'impero.
"A lungo gli Stati Uniti hanno agito come traino dell'economia globale e regolatore della finanza globale usando il dollaro per consolidare la loro posizione dominante. Ma sono ora emersi molti centri di rapida crescita economica, centro di potere, centri di influenza finanziaria e politica. Il mondo viene rimodellato in un clima di concorrenza fra rivali".
La Russia è fortemente preoccupata per la situazione in Iran e continua a ritenere necessaria una soluzione pacifica. A confermarlo è stato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov.
"Stiamo monitorando da vicino gli eventi in Iran. Accogliamo con favore gli sforzi di mediazione del Sultanato dell'Oman. Naturalmente, partiamo dalla nostra convinzione che debba esserci una risoluzione pacifica", ha detto Lavrov alla 15esima Conferenza sul Medio Oriente ai margini del Club di Discussione Internazionale Valdai.
"Comprendiamo che, come nel caso della Palestina, alcune parti direttamente coinvolte nel processo sono tentate di usare la forza e, per così dire, di finire i loro avversari", ha aggiunto in evidente riferimento agli Stati Uniti.
"Questa aspirazione è sbagliata", ha avvertito Lavrov, "causerà solo altri problemi, non li risolverà in alcun modo e non garantirà la sicurezza di nessuno stato. Credo che tutti ne siano perfettamente consapevoli".
Dunque "manteniamo contatti permanenti con i nostri amici iraniani, anche insieme ai nostri omologhi cinesi. Siamo preoccupati, siamo preoccupati per il futuro dell'Iran", ha insistito.
