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Esteri
Ucraina, gli Usa accusa Mosca: "Basta armi ai ribelli"

Gli Stati Uniti accusano la Russia di aver intensificato la sua azione di destabilizzazione dell'Ucraina in un modo che è "estremamente pericoloso e provocatorio".  La Casa Bianca chiede a Putin di cessare le provocazioni e di smettere di fornire armi e aiuti ai separatisti ucraini.

Ieri il presidente ucraino Poroshenko ha denunciato l'ingresso nel suo paese di una colonna di blindati russi poi distrutta in buona parte dalle forze armate di Kiev. La Russia ha negato che i propri soldati abbiano valicato il confine.  Durante una visita a Copenaghen il segretario generale della Nato, il danese Fogh Rasmussen, aveva detto ai giornalisti presenti: "Posso confermare che la scorsa notta abbiamo visto un'incursione in Ucraina", ma non ha fornito ulteriori dettagli. Alcuni giornalisti di Associated Press e France Presse presenti al valico di frontiera avevano segnalato in mattinata che blindati russi erano entrati in territorio ucraino.
 
Alla notizia del presunto attacco, le borse in America ed Europa sono crollate. E le quotazioni del petrolio sono salite di oltre un dollaro al barile.

La portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale Caitlin Hayden ha detto però che gli Usa non sono ancora in grado di confermare o smentire se le truppe dell'Ucraina hanno effettivamente colpito un convoglio militare russo sul territorio ucraino, e stanno raccogliendo informazioni.

"La Russia - ha aggiunto Hayden - non ha alcun diritto di inviare in Ucraina veicoli, persone o materiale di qualunque tipo, con qualsiasi pretesto, senza avere l'autorizzazione del governo ucraino". Se il presidente Putin vuole mettere fine al conflitto, come si è impegnato a fare, per Hayden "può cominciare col fermare i bombardamenti dell'artiglieria russa in Ucraina, fermare le consegne di armi, il suo sostegno ai separatisti e il loro finanziamento".

L'Unione Europea alza la voce. I ministri degli Esteri della Ue in un comunicato congiunto hanno minacciato un inasprimento della sanzioni alla Russia in caso di un'escalation militare in Ucraina. L'Ue ha chiesto a Mosca di "fermare immediatamente i movimenti al confine con l'Ucraina e la fornitura di armi ai ribelli ucraini".  Il ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini, ha preannunciato reazioni dell'Europa qualora la Russia avesse superato il confine con mezzi militari: "Sarebbe gravissimo, ma stiamo ancora verificando", ha precisato. Anche l'Onu non ha confermato l'azione ucraina contro i tank russi. In serata anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha esortato il presidente russo a porre fine all'invio di armi e truppe nelle regioni separatiste orientali ucraine.

Mosca smentisce. "Faremo tutto il possibile per porre fine al conflitto militare il più presto possibile, stabilire un dialogo fra le parti interessate e fornire assistenza umanitaria", aveva assicurato in precedenza il presidente russo, Vladimir Putin. A stretto giro aveva già risposto il ministero degli Esteri di Mosca: "E' tutto falso. Sono i soldati ucraini che bloccano i nostri aiuti umanitari nell'est del Paese. Ma noi continueremo il dialogo". Mentre il ministero della Difesa ha smentito ogni attacco di Kiev contro i suoi militari: "Anche perché non abbiamo mai superato il confine". L'Fsb (i servizi di sicurezza russi) ha però confermato che reparti mobili di militari delle Guardie di Frontiera sono state dislocate al confine con l'Ucraina per tutelare la popolazione, operando però strettamente all'interno del territorio russo.

Domenica a Berlino è previsto un incontro tra il ministro degli esteri dell'Ucraina, Pavlo Klimkin, e il suo omologo russo, Serghiei Lavrov. All'incontro parteciperanno anche i ministri degli esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, e quello francese, Laurent Fabius. Il vertice era stato organizzato per la questione del convoglio umanitario russoa: trecento camion russi diretti in Ucraina orientale.

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