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Esteri
Prove di pace tra Russia e Ucraina. Berlusconi si offre come mediatore

Si apre uno spiraglio per la crisi in Ucraina, alla vigilia del vertice Nato in Galles. Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo ucraino Petro Poroshenko hanno avuto una conversazione telefonica in cui hanno raggiunto l'accordo per una tregua nell'est dell'Ucraina. A confermare la notizia è stato il sito della presidenza ucraina, che in un primo momento aveva parlato di cessate il fuoco "permanente", ma poi ha corretto la formula parlando di "regime di cessate il fuoco".

La notizia ha spinto la Borsa in Russia, dove l’indice Micex è cresciuto del 2.85 per cento, e il rublo si è apprezzato nei confronti del dollaro.

Da Tallin arrivano parole di apertura da Barack Obama: "Se la Russia è pronta ad una soluzione politica lo siamo anche noi", ma "non si ridisegnano i confini con la pistola". Davanti ai membri dell'esercito estone ha usato toni meno concilianti: da parte della Russia c'è stato un "assalto deplorevole" contro l'Ucraina, "una minaccia alla pace in Europa", ha tuonato Obama, che ha ribadito: "Non accetteremo nessuna occupazione russa in nessuna parte dell'Ucraina".

Vladimir Putin, in visita ad Ulan Bator in Mongolia, ha successivamente confermato la vicinanza di vedute con Poroshenko sulla via d'uscita da seguire per porre fine alle ostilità e ha invitato i ribelli a fermare l'avanzata nell'est dell'Ucraina. Il presidente russo ha posto le sue condizioni per giungere ad una soluzione della crisi: ritiro delle truppe ucraine dal sud-est, cessazione delle azioni militari dei ribelli, esclusione dell'uso dell'aviazione contro i civili, pieno e oggettivo controllo internazionale del cessate del fuoco, scambio di prigionieri, creazione di un corridoio umanitario.

Secondo Putin i rappresentanti del governo di Kiev e i separatisti dell'Ucraina sud-orientale "potrebbero raggiungere accordi su una soluzione pacifica in occasione della riunione del gruppo di contatto (con Osce e Russia) che si terrà a Minsk il 5 settembre.

Le precisazioni del Cremlino. Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, aveva in precedenza confermato che nella loro telefonata Putin e Poroshenko "si sono accordati sui passi che favorirebbero al più presto il cessate il fuoco" tra ribelli ed esercito ucraino, ma ha precisato che non è stato concordato un cessate il fuoco poiché Mosca "non è parte del conflitto con i ribelli filorussi". Mentre i due leader tornano a parlare di pace, parole di segno opposto giungono dal premier ucraino Arseny Yatseniuk, che definisce la Russia uno "Stato terrorista e aggressore" e auspica la costruzione di una "barriera" tra i due Paesi per proteggere la frontiera dal pericolo di infiltrazioni e di contrabbando di armi.

L'annunciato cessate il fuoco rappresenta una svolta nel conflitto che da mesi insanguina la regione mineraria del Donbass e arriva proprio nel momento di massima tensione tra Mosca e la Nato. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso soddisfazione per "il positivo sviluppo", auspicando che il dialogo apra la strada al "rilancio della cooperazione tra Unione Europea e Federazione Russa".

Ribelli filorussi: "Ok tregua ma Ucraina si ritiri". I vertici dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk hanno annunciato di essere pronti a risolvere politicamente il conflitto con Kiev se le forze governative rispetteranno il cessate il fuoco, anche se hanno specificato che condizione per la pace è "il ritiro" della forze governative dal "loro territorio". La notizia dell'accordo è stata salutata positivamente da tutti i mercati internazionali, con un balzo della borsa di Mosca e del Rublo, che ieri aveva registrato un record negativo.

La situazione sul campo si sta facendo sempre più difficile per l'esercito ucraino. Secondo quanto riportato dallo Spiegel online un report segreto della Nato evidenzierebbe come il presidente ucraino Poroshenko avrebbe già perso la guerra. L'esercito ucraino si sarebbe ritirato da Donetsk, roccaforte dei ribelli, secondo quanto comunicato dai separatisti filorussi. La capitale del Donbass era sotto assedio da diverse settimane, ma i rinforzi arrivati dalla Russia nei giorni scorsi hanno cambiato i rapporti di forza sul campo.

Obama a Tallin per vertice con Paesi Baltici. Intanto il presidente americano Barack Obama è arrivato in Estonia dove ha incontrato i capi di Stato dei Paesi baltici preoccupati dall'attivismo militare russo e dall'escalation militare in Ucraina.

Il presidente americano ha voluto inviare un chiaro messaggio al presidente russo Vladimir Putin a difesa delle ex repubbliche sovietiche ora membri della Nato, annunciando nuove esercitazioni aeree americane nei Paesi baltici. Nel mese di aprile, Washington ha già schierato 600 soldati per le esercitazioni in Polonia e nei Paesi baltici. Obama ha parlato della necessità di aiutare Georgia, Ucraina e Moldavia a rafforzare le proprie difese, ha assicurato il proseguimento dell'addestramento e dell'assistenza americana all'esercito ucraino e ha chiesto di lasciare aperte le porte della Nato all'ingresso di nuovi membri, un chiaro riferimento alla richiesta di adesione arrivata da Kiev.

Si tratta di un messaggio importante che arriva alla vigilia del vertice Nato che si terrà domani e venerdì in Galles. Al summit l'Alleanza atlantica darà vita a una forza di reazione rapida di 4.000 tra soldati e commandos, in grado di essere schierata entro 48 ore in qualsiasi Stato membro dell'Alleanza.

Intanto la Russia ha annunciato che effettuerà a settembre grandi esercitazioni delle forze missilistiche strategiche responsabili del suo arsenale nucleare a lungo raggio. Alle manovre parteciperanno circa 4.000 militari e 400 unità tecniche, compresa l'aviazione.

Fotoreporter agenzia russa trovato morto. La mattinata si era aperta invece con una notizia drammatica: quella della morte, in Ucraina, di Andrei Stenine, fotoreporter di un'agenzia russa. Deceduto sulla strada Snizhne-Dmytrivka nel sud-est del Paese, in un attacco dell'esercito ucraino su un convoglio di rifugiati, secondo il portavoce del comitato investigativo russo Vladimir Markin. "Gli investigatori hanno scoperto le circostanze della morte del giornalista: Stenin era in viaggio a Snizhne, in Ucraina, il 5 agosto, alla guida di una Dacia Logan, all'interno di un convoglio di rifugiati. "Il convoglio era protetto da sei miliziani", ha precisato Markin, confermando di fatto quanto già era emerso una decina di giorni fa, quando la notizia del rinvenimento del corpo, semicarbonizzato, era stata diffusa dai media russi.

Intanto, ci sono stati contatti tra il premier Matteo Renzi e il leader di Forza Italia ed ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulle crisi internazionali, a partire dalla crisi in Ucraina al Medio oriente, in particolare la crisi in Libia. Fonti vicine al leader azzurro riferiscono che Renzi e Berlusconi si sono sentiti in questi giorni per uno scambio di idee e valutazioni sul da farsi. Da fonti di palazzo Chigi, tuttavia, non arriva una conferma ufficiale. Berlusconi, riferiscono fonti di Forza Italia, avrebbe offerto al premier Renzi la sua disponibilita' a mediare per uan soluzione della crisi ucraina, anche alla luce del lungo rapporto di amicizia che lo lega a Putina, con il quale tra l'altro nelle ultime ore sarebbero stati diversi i contatti. Secondo le stesse fonti, inoltre, Berlusconi avrebbe sentito telefonicamente anche la ministra degli Esteri Federica Mogherini, neo Alto Rappresentante della politica estera Ue.
 

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