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Esteri
Obama rilancia la Guerra Fredda. Ma a rimetterci è solo l'Europa

L’Unione europea ha varato un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca entrato in vigore il 1 agosto. Le misure colpiscono interi settori dell’economia russa - in particolare energia, finanza e armamenti – e si affiancheranno a quelle già adottate nei confronti di esponenti della vita politica ed economica vicine al presidente Putin.
 
La Russia ha risposto con un blocco totale alle importazioni di prodotti alimentari (carne, pesce, latte e latticini, frutta e verdura), colpendo tutti i prodotti in arrivo da Stati Uniti, Unione Europea, Australia, Canada e Norvegia.
 
I provvedimenti UE prevedono lo stop all’acquisto di azioni ed obbligazioni emesse dalle banche di stato russe e lo stop alla vendita di tecnologia dual use, per fini militari, e per specifici progetti petroliferi. Inoltre, è stato approvato anche un embargo sulla fornitura di armi, decisione fortemente voluta dalla Gran Bretagna ma osteggiata dalla Francia che è riuscita a limitare la sanzione solo ai contratti futuri.
Per quanto riguarda i nuovi nomi sulla lista nera, decisi dagli ambasciatori Ue, è stato specificato che si tratta di otto nomi di individui - quattro di questi della stretta cerchia di Putin - e di tre entità che porteranno a 87 le persone sanzionate e a 20 le entità coinvolte. In questo caso la pubblicazione della lista completa è attesa per domani in tarda serata. 
Dall’inizio dell’anno già 75 miliardi di dollari in capitali stranieri hanno lasciato la Russia, una vera e propria emorragia che si prevede sia destinata ad aumentare in seguito ai provvedimenti adottati in questi mesi da Ue e Usa. L’inasprimento delle sanzioni arriva in un momento nel quale lo scenario economico russo si mostra particolarmente precario. Dopo i successi degli anni passati, dovuti soprattutto all’esportazione di gas, nel 2013 l’economia russa ha subito una brusca frenata crescendo solo dell’1,3% e il suo tasso di crescita è  rimasto praticamente invariato tra aprile e giugno.
Con questo terzo round di sanzioni, Bruxelles conferma di voler seguire la linea tracciata da Washington, che ha annunciato anch’essa nuove misure punitive. Gli Stati Uniti si sono mostrati fin da subito fermamente convinti dell’utilità delle sanzioni contro il Cremlino ma poiché le loro relazioni commerciali con Mosca sono più limitate rispetto a quelle europee, il sostegno dell’Ue per un’azione coordinata è fondamentale anche per la loro efficacia.
L’accelerazione delle scelte europee, in buona parte conseguenza dell'abbattimento dell’aereo malese nei cieli dell’Ucraina orientale, sta generando adesso i primi risultati concreti dopo lunghe discussioni e mediazioni. L’eterogeneità dei suoi membri e la diversa dipendenza di questi dalla Russia, in termini di export e di dipendenza energetica, ha infatti reso la discussione particolarmente complessa ma i ventotto sono riuscita a concordare un pacchetto di misure che fosse equilibrato e potesse limitare il danno per i paesi che le impongono. Poichè il  reale impatto di questa scelta sull’economia europea e sui già complicati rapporti russo-europei è incerto, i membri dell'Ue hanno stabilito che le sanzioni non saranno retroattive, avranno una durata limitata di 12 mesi e saranno sottoposte a continua revisione.
Le notizie che in questi giorni arrivano da Bruxelles e da Washington alimentano lo stato di tensione che si è creato tra Russia e Occidente in seguito alla crisi ucraina e in particolare dopo l’annessione della Crimea. La vicenda, che continua ormai da più di sette mesi e vede ribelli filorussi e truppe governative ancora impegnate in scontri nelle regioni orientali del paese, sta modificando profondamente la posizione e la percezione di Mosca nello scenario internazionale. Un mutamento che solleva nuovi quesiti tanto nella sfera interna quanto in quella esterna della Russia come analizzato da otto esperti nell’e-book recentemente pubblicato dall’ISPI “Oltre la Crimea: Russia contro Europa?”.
 
 
 
Cronogramma
 
28 luglio
 
Il Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti) trova l’accordo su:
 
-Restrizioni commerciali verso la Crimea, come richiesto dal Consiglio Europeo del 16 luglio
 
-Sanzioni verso 8 persone, 4 delle quali vicine al presidente Putin, e 3 entità che portano a 95 il numero delle persone e a 23 quello delle entità sanzionate dall’Ue finora. Gli asset finanziari di queste persone/società in Europa verranno congelati e queste persone non potranno accedere al territorio dell’Ue.
 
 
 
29 luglio
 
Il Coreper  trova l’accordo sul pacchetto di nuove sanzioni da imporre alla Russia
 
Questo pacchetto di misure è denominata “Fase 3”. La particolarità, rispetto alle precedenti, è che colpiscono settori dell’economia russa – finanza, energia e armamenti – e non solo persone fisiche.
 
Le sanzioni prevedono:
 
-Divieto ai cittadini europei di acquistare bond, equity, e altri strumenti finanziari dalle banche di stato russe.
 
-Embargo sull’import e export di materiali militari o dual-use, che potrebbero essere usati anche per scopi militari (da applicare solo ai contratti futuri non a quelli in essere)
 
-Divieto all’export di attrezzature e tecnologia per gli impianti di estrazione del petrolio (ma non per il gas)
 
Tutte le misure verranno applicate solo suoi contratti futuri
 
Le sanzioni avranno durata di 12 mesi e saranno sottoposte a continua revisione.
 
 
 
1 Agosto: sono entrate automaticamente in vigore le sanzioni (Sanzioni come embargo, congelamento di asset finanziari e limitazioni all’accesso al territorio dell’Ue rientrano nelle competenze dell’Unione e pertanto la decisione del Consiglio è vincolante per gli stati membri).

Da http://www.ispionline.it

Tags:
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