Nuovi sviluppi nella crisi diplomatica tra la Russia e l’Occidente. Mosca è pronta nuove ritorsioni nel caso Ue e Usa dovessero arrivare altre sanzioni. “Stiamo valutando diverse opzioni – ha detto il portavoce del presidente Putin, Dmitry Peskov – Abbiamo detto più volte che la Russia non è una sostenitrice della retorica delle sanzioni. Ma se i nostri partner continuassero con queste pratiche non costruttive, anche noi prenderemmo in considerazione misure addizionali”. Circa dieci giorni fa Mosca aveva decretato l’embargo totale di tutti i cibi in arrivo da Ue e Usa Un blocco particolarmente pesante per l’Italia: le esportazioni verso la Russia valgono infatti 700milioni di euro.
Il portavoce ha aggiunto che il raggio delle sanzioni russe dipenderà dal tipo di misure che i paesi occidentali adotteranno. Intanto sono quindici i corpi recuperati finora, fonti che parlano di decine di morti. Si delinea il bilancio dell’attacco al convoglio di rifugiati, centrato ieri da un razzo sulla strada tra Khriaschuvate e Novosvitlivka, in Ucraina. A bordo soprattutto civili, in fuga dalla città di Lugansk, vicino al confine con la Russia, in un’area al centro di intensi scontri tra le forze di Kiev e i separatisti filorussi.
“Finora abbiamo recuperato 15 corpi…le ricerche sono continuate tutta la notte e proseguiranno in giornata”, ha detto Andriy Lysenko, un portavoce di Kiev. Ma il numero delle vittime sembra destinato ad aumentare. “Sono state uccise decine di donne e bambini – ha aggiunto Lysenko – Non siamo ancora in grado di stabilire un numero definitivo”. Il governo ucraino ha accusato per l’attacco i separatisti filorussi che stanno combattendo nella zona, mentre i ribelli hanno negato ogni responsabilità.
Il capo dei ribelli di Donetsk, Alexander Zakharchenko, ha smentito ogni coinvolgimento, così come il suo vice, Andrei Purgin che ha chiamato in causa l’esercito ucraino. Anche gli Stati Uniti hanno condannato l’attacco, aggiungendo però che al momento non si può affermare chi sia il responsabile. “Esprimiamo le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime – ha detto Maria Harf, una portavoce del Dipartimento di Stato americano – bisogna usare ogni precauzione per proteggere vite innocenti”.
I combattimenti tra truppe governative e separatisti filorussi nell’Ucraina dell’Est hanno già costretto 344mila persone a lasciare le loro case, secondo le stime delle Nazioni Unite. Una situazione che si sta aggravando con il peggioramento delle condizioni nelle città controllate dai ribelli. La fornitura di acqua corrente ed elettricità è stata completamenta tagliata in città come Luhansk.

