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Esteri

Di Salvatore Passaro

 

Il faust del capitalismo deve tutto al Mefistofele del Petrolio, la sua ricchezza, la sua potenza e il suo delirio di grandezza con cui prima ha dato lustri all’aquila americana e poi oggi plana veloce sulla Russia, la Cina e così via…

Il Medioriente fa da pancia al diavolo, offre l’unica cosa che ha, il petrolio.

E ubriaco di machismo beduino pianta le tende nel bel mezzo della modernità cariche di quella permalosità e di quel velleitarismo tipico degli uomini del deserto.

I genocidi di massa, le aberrazioni medioevali permesse  a Kabul talebana e a Damasco dei bambini martiri fino alla psuedomoderna Dubai dove ti arrestano per un bacio.

Su questo immenso deserto si è costituito un fronte spietato di antiumanità in nome del predominio di questa ricchezza.

E si intravede senza alcun pudore la mano russa dietro l’arroganza genocida siriana o le continue  mire Usa sull’area che alimentano gli equilibri ‘squlibrati’ dell islam nelle sue forme veterofeudali e tribali.

Nel 2009 Dirk Helbing pose il dubbio principe di una questione delicata: noi spendiamo miliardi di dollari per capire la complessità dell’universo e non spendiamo nulla per capire la complessità delle relazioni umane e risolvere tutti i problemi che minacciano la nostra vita su questo pianeta, pace, povertà, guerra.

E il petrolio è il problema, perché non è di tutti ma di pochi.

Ci vuole qualcosa che sia di tutti per eliminare il mondo fondato sul petrolio e costruirne uno fondato su altre risorse, a costo di cambiare per sempre la nostra vita, da come usciamo la mattina di casa a cosa comprare per nutrire i nostri figli, dal pensiero di una carriera e di un lavoro fino al pensiero di non aver più idea cosa sia davvero il lavoro. E quale il suo fine.

I mezzi ci sono oggi, manca la volontà: non usare più il petrolio per noi occidentali equivale ad uno choc pari alla perdita dell’identità. Ma prima o poi ci dovremmo arrivare. Solo che siamo chiamati a non aspettare perchè il tempo mangia vite umane. Se lo facciamo da subito, non solo il pianeta ma generazioni di uomini verranno risparmiati nel vero senso della parola.

Chi mastica di energie alternative sa di cosa parlo, sa che l’elettricità può sostituire tutto.

Basta produrla. Dal sole, dal vento, dal mare.

E’ ora di aprire gli occhi: considero molto più religioso onorare la vita impiegando la nostra intelligenza  al servizio della nostra sopravvivenza che non pregare inutilmente un Dio che se esistesse sarebbe già spazientito dalla nostra ignoranza, aspettando lo stellone che risvole da sé ciò che il nostro sé rifiuta.

L’intelligenza sta nel considerare la democrazia come sostanza e non come forma, sostanza  per cui l’economia risulti in sostanza democratica e di tutti, non monopolistica o dominante.

Democrazia Energia Economia.

Senza questa formula per il mondo intero il resto è solo un trascinarsi davanti alle illusioni di ricchezza, di potere e di abbondanza a scapito di masse sempre più numerose e di un pianeta sempre più insofferente.

Questo credo sia il vero peso che ci portiamo sulle spalle. E’ ora di lasciarlo andare.

 

 

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