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Esteri
Siria, spaccatura tra Turchia e Iran.E se la Russia fosse d'accordo con Trump?

QUELLE STRANE PAROLA DEL PORTAVOCE DI PUTIN PRIMA DELL'ATTACCO USA ALLA SIRIA

"Il sostegno incondizionato non è possibile nel mondo di oggi". Parola e musica di Dimitri Peskov, portavoce di Vladimir Putin. La dichiarazione è arrivata poche ore prima dell'attacco degli Stati Uniti alla Siria. E il riferimento è chiaramente Bashir Assad. Una posizione inedita, quella espressa da Peskov, nella dinamica dei privilegiati rapporti tra la Russia e il leader di Damasco. 

I LEGAMI TRA RUSSIA E ASSAD

Non è certo un mistero il legame profondo tra Damasco e Mosca, così come non è un mistero che l'interventismo di Putin in Siria sia stato motivato proprio dalla necessità di proteggere l'importante alleato. In questo senso, e le dichiarazioni ufficiali arrivate dopo il raid a stelle e strisce lo dimostrano, l'azione aggressiva di Donald Trump non può certo fare piacere al Cremlino. Non solo la Casa Bianca ha attaccato un alleato di Mosca ma così facendo ha ristabilito il ruolo americano in Medio Oriente, che sembrava ormai subalterno a quello russo.

MOSCA MOLLA ASSAD?

C'è un però un grande "ma". Non è un "ma" ufficiale e con ogni probabilità non troverà conferme ufficiali. Eppure, si tratta di una possibilità da tenere in considerazione. E se la Russia non fosse stata davvero del tutto contraria all'intervento americano? E se Mosca stesse valutando di "sacrificare" Assad?

IL RIAVVICINAMENTO TRA RUSSIA E TURCHIA

Non ci sono conferme, ma le parole di Peskov arrivate dopo il presunto attacco chimico del regime di Damasco continuano a risuonare. E' un fatto che negli ultimi mesi ci sia stato un grande riavvicinamento tra Russia e Turchia. E' noto che Ankara è scesa in campo al fianco di Russia e Iran in Siria più in funzione anti curda che per convinzione. D'altra parte fino a poco più di un anno fa Erdogan si presentava come il campione dell'Islam sunnita e Assad era un suo nemico giurato.

LA TURCHIA ESULTA PER IL RAID ANTI ASSAD

l recalcitrante appoggio della Turchia alla transizione di Assad sponsorizzata da Russia e Iran non aspettava altro che un motivo per venire meno. E infatti il commento di Erdogan sull'attacco americano sono significative in tal senso. "Azione positiva, ma deve essere solo l'inizio". Insomma, la Turchia approva e benedice in toto l'azione americana contro Assad.

SPACCATURA TRA IRAN E TURCHIA

Tutto il contrario dell'Iran, che invece ha duramente condannato la Casa Bianca utilizzando parole durissime: "Aggressione unillaterale che aiuta i terroristi", hanno detto da Teheran. Due posizioni che sembrano inconciliabili. Resta da capire in questo scacchiere dove si ponga la Russia. Mosca resterà al fianco degli alleati storici Assad e Teheran oppure cambierà (o ha già cambiato) tacitamente campo andando verso Ankara e dunque Washington? Oppure, ancora, condurrà un doppio (o triplo) gioco?

IL RUOLO CARDINE DELLA RUSSIA: CHE COSA FARA' PUTIN?

Il dubbio è tutto lì. L'azione di Trump costringe la Russia a rivedere la sua posizione anche perché Turchia e Iran si sono di nuovo allontanate. E se avessero ragione i malpensanti? E se il Cremlino avesse già mollato Assad e Iran? E se i rapporti con la Casa Bianca fosserò così stretti da consentire a Trump un'azione che lo riporti in prima linea in Medio Oriente e contemporaneamente lo affranchi dall'opinione comune secondo cui è in realtà una sorta di burattino di Putin? Le prossime mosse, forse, ce lo diranno.

twitter11@LorenzoLamperti

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