
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha discusso della situazione in Siria con il premier britannico, David Cameron, in un colloquio successivo alla cena dei leader del G20 a San Pietroburgo. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Nel colloquio i due leader hanno anche confermato la volonta’ di “continuare a lavorare per sviluppare la cooperazione su una serie di questioni”, ha riferito Peskov.
La cena del G20 al Peterhof di San Pietroburgo “ha confermato la divergenza di opinioni” sul conflitto siriano, con i leader “divisi a meta’” tra oppositori e sostenitori di un intervento militare anche senza un mandato dell’Onu. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, spiegando che “diversi Paesi hanno invocato il bisogno di misure urgenti senza la legittimazione di alcun organismo internazionale mentre altri si sono espressi contro lo svilimento del diritto internazionale affermando che solo il Consiglio di sicurezza Onu ha il diritto di decidere sull’uso della forza”. Durante la cena dei leader – a cui ha partecipato anche il presidente del Consiglio Enrico Letta – si e’ parlato anche di questioni legate allo sviluppo economico e al programmi alimentari per l’Africa, ha concluso il portavoce.
DUMA – Il presidente della Commissione Esteri della Duma ha accusato Barack Obama di essere “un secondo Bush”. “Avevano detto che Obama non voleva fare la guerra in Siria ma ha distrutto questo mito, alla fine si e’ trasformato nel ‘presidente della guerra’, un secondo Bush”, ha scritto Alexei Pushkov su Twitter. L’allusione e’ alla volonta’ del titolare della Casa Bianca di intervenire militarmente contro il regime Bashar al-Assad, come in precedenza aveva fatto George W. Bush in Afghanistan e in Iraq.

