Vertice Sharaa-Merz: la Germania ridiscute l’asilo ai siriani e apre al dialogo con Damasco
Il capo di Stato provvisorio della Siria, Ahmed al-Sharaa, verrà accolto oggi nella capitale tedesca dal presidente Frank Walter Steinmeier e dal cancelliere Friedrich Merz. Un colloquio nel quale verrà affrontata la complessa questione dei profughi siriani residenti in Germania, che ammontano a circa un milione di persone. La trasferta, giudicata divisiva, sta spingendo alla mobilitazione i cittadini siriani in terra tedesca, con svariate manifestazioni di dissenso programmate per la giornata odierna.
Le preoccupazioni della società civile
“La Germania è stata un partner molto affidabile negli anni segnati dalla lotta contro Assad. E adesso temiamo che il governo federale, come altri in Europa, si occupi soltanto del tema dei rifugiati, e che parli col governo ad interim a Damasco più che con la società civile siriana – ha affermato Fahrad Ahma, dell’associazione PEL Civil waves a Qamishli/Raqqa, in conferenza stampa a Berlino -. Questo sarebbe grave. La nostra richiesta centrale è che Berlino resti fedele alla sua linea, e continui a considerare la società civile siriana come un interlocutore politico”.
“La stabilizzazione non significa pace“, ha proseguito chiarendo che l’associazionismo siriano non si rivede nel piano avanzato dall’esecutivo temporaneo -. “Ma oggi esiste la chance storica per i siriani di costruire un nuovo paese e una nuova costituzione dove i diritti delle donne e delle minoranze vengono rispettati”. L’esponente ha terminato osservando che ciò che scarseggia è l’appoggio alla cittadinanza attiva, evidenziando come quest’ultima risulti al momento “molto ben organizzata e capace di una forte rete”.
Profilo del leader e relazioni internazionali
Sharaa, quarantatreenne con un passato nelle file di Al-Qaeda, ha consolidato per gradi i contatti con le cancellerie occidentali, compiendo missioni diplomatiche negli USA e in Francia. Allo stesso tempo, Damasco ha conservato legami amichevoli con Mosca. Recentemente, il leader ha inoltre trattato la sospensione di svariati provvedimenti sanzionatori statunitensi e dell’UE contro la Siria per “favorire la ricostruzione” in seguito a quattordici anni di ostilità.
Il viaggio, programmato originariamente per gennaio, era stato posticipato a causa dei conflitti tra le truppe governative e le milizie curdo-siriane appoggiate da Washington nel settentrione della nazione. Un’organizzazione curda presente sul suolo tedesco ha espresso feroci critiche verso l’evento, sostenendo che al vertice siriano non andrebbe tributata alcuna legittimazione formale.
Agenda dei colloqui e questione migratoria
Al centro del confronto figurano l’assetto politico in Siria e il rimpatrio dei profughi. Un tavolo economico esaminerà inoltre le possibilità di rigenerazione urbana e infrastrutturale, in uno scenario caratterizzato da indigenza generalizzata malgrado il recente allentamento delle restrizioni economiche europee e dell’ONU.
In Germania risiedono all’incirca un milione di esuli siriani, giunti perlopiù durante la crisi migratoria del biennio 2015-2016. L’esecutivo presieduto da Merz ha inasprito le misure per contenere i flussi irregolari, affermando che con “la fine della guerra civile” non vi siano “più motivi generalizzati per concedere asilo”. Al tramonto del 2025, Berlino ha siglato un‘intesa con Damasco per l’allontanamento forzato di soggetti ritenuti minacciosi o che abbiano riportato sentenze di colpevolezza per crimini.

