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Siria, ucciso studente genovese. Era andato a combattere con i ribelli

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Era indagato per terrorismo internazionale Giuliano Ibrahim Delnevo, il 20enne genovese convertito all’Islam, ucciso in Siria combattendo contro il regime di Assad. Lo ha detto il procuratore capo di Genova Michele Di Lecce.

“Era indagato da un certo periodo di tempo – ha affermato Di Lecce – per arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale”. L’indagine, condotta dai pm Silvio Franz e Nicola Piacente, “stava andando avanti da tempo. Era nato nel 1989 ed era indagato – ha spiegato il procuratore capo – con altre persone non necessariamente di Genova. L’addestramento – ha proseguito – se c’è stato è avvenuto all’estero e tutta l’attività era proiettata sull’estero”.

La notizia della morte del giovane, noto alla comunità islamica ligure, è stata data in esclusiva dal “Giornale” di Milano, che martedì titolava in prima pagina: “Il primo italiano terrorista islamico”. “Un ventenne genovese convertito ad Allah è rimasto ucciso nella jihad in Siria”.

Delnevo sarebbe così il primo islamico italiano morto combattendo nelle file dei ribelli anti-Assad, dopo essersi unito alla guerriglia sunnita legata all’Islam. Il giovane, quando è stato trovato, scrive sempre il quotidiano,aveva in tasca il passaporto italiano. La notizia, confermata al “Giornale” da “diverse fonti dell’intelligence e del ministero dell’Interno”, secondo il quotidiano “non viene confermata dalla Farnesina”.

Il giovane era noto anche alla comunità islamica ligure. Il segretario generale della comunità Salah Hussein ha detto che lo conosceva “poco”: “l’ho riconosciuto soltanto dalla foto, sulle prime il suo nome non mi aveva detto nulla. L’ho visto un paio di volte, durante il Ramadan, non ricordo se al Porto Antico a in Sala Chiamate. Ricordo che indossava una tunica bianca e un turbante”.

G8/ La dichiarazione del G8 sulla Siria e’ “forte” e “sottoscritta da tutti” anche dalla Russia. E’ quanto ha affermato il premier britannico David Cameron, nella conferenza stampa al termine dei lavori del G8. “Deve esserci un’indagine Onu sulle armi chimiche in Siria – ha spiegato Cameron – tutti l’abbiamo sottoscritto, tra cui Putin e non penso sia stato pagato un prezzo. Anzi – ha aggiunto – c’e’ una dichiarazione forte sulla Siria. L’importante e’ mandare un segnale chiaro ai siriani”.