A due settimane dall’inizio delle Olimpiadi di Sochi, è stato pubblicato un video indirizzato a Vladimir Putin in cui alcuni jihadisti del Caucaso del nord si sono filmati mentre ammettono di essere i kamikaze che hanno colpito Volgograd a fine dicembre in due attentati, causando 34 morti.
Nel video, due attentatori si sono rivolti direttamente al presidente russo, minacciandolo di un “regalo per tutti i turisti che verranno ai Giochi, in nome dell’innocente sangue musulmano versato nel mondo”.
Gli Stati Uniti si sono detti “molto preoccupati” di questa minaccia che hanno classificato come “reale”. Micheal Mccaul, presidente della commissione di sicurezza Usa, ha comunicato che al momento “si stanno intensificando gli sforzi di collaborazione con la russia, tanto che due dozzine di agenti dell’fbi sono stati inviati al servizio di sicurezza delle olimpiadi”.
A fargli eco il presidente della commissione Intelligence, Mike Rogers: “c’è una certa riluttanza dei russi a condividere informazioni con l’intelligence americana. C’è pertanto un gap, che si spera i russi colmino, prima che succeda qualcosa durante un evento così importante come i giochi olimpici”.
