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Esteri
Spagna, Sanchez al governo con Podemos. Per l'ok cede ai catalani di Erc

Spagna: verso Sanchez-bis, che cede su Catalogna

In Spagna, gli indipendentisti di Esquerra Republicana de Catalunya (Erc) spianano la strada per il ritorno alla Moncloa del socialista Pedro Sanchez: i 13 deputati indipendentisti catalani si asterranno infatti nel voto decisivo per la formazione del governo. In cambio, il Psoe ha concordato con Erc la creazione di un tavolo negoziale per discutere la situazione in Catalogna, un tavolo da istituire entro quindici giorni al massimo dalla formazione del nuovo esecutivo. Psoe ed Erc si sono entrambi impegnati a sottoporre a un referendum in Catalogna gli accordi a cui potranno arrivare in questo tavolo. Sanchez sara' probabilmente rieletto il 7 gennaio.

L'astensione di Erc consentira' la formazione del primo governo di coalizione dal ripristino della democrazia in Spagna: con 155 deputati in totale, i socialisti e Podemos di Pablo Iglesias, partito fondamentalmente antisistema e antimilitarista, avevano bisogno di altre forze politiche perche' Sanchez, arrivato al potere nel giugno 2018, vi tornasse con un governo di coalizione, il primo dalla fine della dittatura di Franco nel 1975. Psoe e Podemos hanno concordato un'ambiziosa riforma fiscale, l'abrogazione di alcuni aspetti della riforma del lavoro osteggiata dalla sinistra radicale e un forte aumento del salario minimo. Il dibattito sul voto di fiducia comincera' sabato e proseguira' domenica, con una sospensione il giorno dell'Epifania per riprendere il 7. Dopo il primo voto di fiducia domenica, quando Sanchez presumibilmente non otterra' la maggioranza assoluta, dovranno trascorrere 48 ore dalla successiva votazione, quando il voto sara' a maggioranza semplice.

Sanchez cede alle richieste della Catalogna

A quel punto nascera' il nuovo governo Sanchez e il premier, dopo il giuramento dinanzi al re, dovra' formare il nuovo gabinetto. Nei negoziati con i socialisti, Erc ha chiesto un gesto politico a favore del leader, Oriol Junqueras, da parte dello Stato spagnolo. Junqueras, dietro le sbarre da piu' di due anni, e' stato condannato a ottobre a 13 anni di carcere per "sedizione" e "appropriazione indebita" di fondi pubblici: paga il ruolo avuto nel tentativo di secessione della Catalogna nel 2017, di cui era all'epoca il vicepresidente. L'avvocatura dello Stato lunedi' ha chiesto alla Corte Suprema di autorizzare Junqueras a uscire temporaneamente dal carcere in modo che possa assumere le sue funzioni di deputato europeo, in applicazione a una decisione della giustizia Ue. La Corte Suprema dovrebbe decidere nei prossimi giorni. 

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