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Spari contro Trump al gala con i giornalisti: da Lincoln a Kennedy, tutti i presidenti americani uccisi o feriti in un attentato

Abraham Lincoln fu il primo presidente americano a essere ucciso. Da allora, una scia di sangue sembra colpire la politica Usa

Spari contro Trump al gala con i giornalisti: da Lincoln a Kennedy, tutti i presidenti americani uccisi o feriti in un attentato

Lincoln, Garfield, Kennedy, Reagan: tutti i Presidenti Usa feriti o uccisi in un attentato, prima di Trump

Non è la prima volta, e forse neanche l’ultima. Già il 13 luglio 2024, durante un comizio elettorale a Meridian, periferia ovest di Butler, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump era stato raggiunto da un proiettile all’orecchio destro, sparato dall’attentatore ventenne Thomas Matthew Crooks. Illeso, invece, dall’ultimo attacco alla cena con i giornalisti della Casa Bianca, a Washington, dove Cole Tomas Allen – 31 anni, insegnante – ha aperto il fuoco nella hall dell’hotel Hilton. Colpi a pochi metri dal presidente e da numerosi esponenti di primo piano dell’amministrazione, tra cui il vicepresidente JD Vance, il procuratore generale Todd Blanche e il direttore dell’FBI Kash Patel. Ma quanti e chi sono i Presidenti americani vittime di attentati?

Abraham Lincoln, il primo presidente assassinato

Abraham Lincoln fu il primo presidente americano a essere ucciso. Il 14 aprile 1865 venne colpito a morte nel Ford’s Theatre di Washington dall’attore e simpatizzante sudista John Wilkes Booth, pochi giorni dopo la fine della Guerra civile. L’assassinio ebbe conseguenze politiche enormi: aprì una crisi istituzionale e rese ancora più difficile il processo di ricostruzione del Paese, già segnato da forti tensioni tra Nord e Sud.

James Garfield

James A. Garfield fu eletto nel 1880, ma il suo mandato durò pochissimo. Il 2 luglio 1881 venne ferito da colpi di arma da fuoco alla stazione di Washington. Non morì subito: l’aggressione si rivelò fatale settimane dopo, a causa di un’infezione probabilmente causata da cure mediche inadeguate per l’epoca. L’attentatore, Charles Guiteau, sosteneva di meritare un incarico politico per il suo sostegno alla campagna elettorale del presidente.

Da William McKinley ai Kennedy

William McKinley fu assassinato nel 1901 dall’anarchico Leon Czolgosz durante una visita pubblica a Buffalo. McKinley aveva guidato gli Stati Uniti verso una nuova fase di espansione internazionale, segnando l’abbandono progressivo dell’isolazionismo ottocentesco. La sua morte aprì la strada alla presidenza di Theodore Roosevelt, che cambiò profondamente la politica americana del Novecento.

John F. Kennedy fu assassinato il 22 novembre 1963 a Dallas mentre viaggiava in corteo presidenziale. A sparare fu Lee Harvey Oswald, poi ucciso a sua volta pochi giorni dopo. L’inchiesta ufficiale stabilì che agì da solo, ma nel tempo sono emerse numerose teorie del complotto: coinvolgimenti mafiosi, ipotesi su apparati dello Stato e interrogativi ancora oggi irrisolti. L’omicidio, trasmesso e seguito in diretta, sconvolse profondamente l’opinione pubblica mondiale.

Nel 1968 anche Robert F. Kennedy, fratello di John, venne assassinato mentre era in corsa per la nomination democratica. Fu colpito nell’Hotel Ambassador di Los Angeles dopo la vittoria nelle primarie in California. L’attentatore, Sirhan Sirhan, dichiarò di aver agito per motivi politici legati al sostegno di Kennedy a Israele. Anche in questo caso, non sono mancate ipotesi di complotto.

George Wallace e Ronald Reagan, i sopravvissuti

Nel 1972 il governatore e candidato George Wallace venne gravemente ferito durante la campagna elettorale, rimanendo paralizzato. Nel 1981 fu invece il presidente Ronald Reagan a essere colpito da un attentatore fuori da un hotel di Washington, lo stesso dove è stato colpito Donald Trump. Reagan sopravvisse, ma l’episodio segnò profondamente la sicurezza presidenziale negli Stati Uniti.

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