Giallo nella Manica, la coppia dello yacht smentisce Mosca e Londra: “Nessun rischio collisione”
“È stato surreale”. Con queste parole una coppia di pensionati a bordo di uno yacht ha raccontato quanto accaduto ieri nel Canale della Manica, dove la loro imbarcazione si è trovata coinvolta in un episodio potenzialmente pericoloso con una nave militare russa.
I due hanno anche messo in dubbio la ricostruzione fornita sia da Mosca sia da Londra, secondo cui sarebbero stati esplosi colpi di avvertimento per evitare una possibile collisione.
“Per quanto ci riguarda non c’è stato alcun incidente fino a quando non sono stati sparati i colpi”, ha spiegato alla Bbc Jane Kelvey, intervistata a bordo del Bright Future insieme al marito Alan. La donna ha inoltre ribadito che il loro yacht “definitivamente non era in rotta di collisione” con la fregata russa Ammiraglio Grigorovich.
“Crediamo che abbiano sparato in aria, colpi d’avvertimento”
“Sono un po’ seccata per le accuse fatte contro di noi perché sono semplicemente non vere”, ha poi continuato, spiegando che prima dell’esplosione di colpi non sono stati lanciati razzi né ci sono stati tentativi di contattarli via radio. La coppia ha raccontato che stava navigando a circa 23 miglia dall’isola di Wight quando si è trovata a breve distanza dalla nave da guerra russa che “ha suonato cinque volte la sirena per dire ‘ci avete visti’?”.
“Noi abbiamo immediatamente virato di due gradi così che potessero vedere che stavamo facendo un deliberato cambiamento di rotta – aggiunge Kelvey -, ma circa un minuto dopo hanno suonato di nuovo la sirena, e immediatamente dopo sparato quattro o cinque colpi di arma da fuoco. Non erano diretti contro di noi, crediamo fossero colpi di avvertimento in aria“. A questo punto i Kelvey hanno fatto una drastica virata, accendendo il motore. Per la coppia gli spari erano “completamente non necessari” e per questo hanno denunciato un pericolo per la navigazione “perché questo è quello che dovevamo fare”. In altre dichiarazioni, la coppia ha criticato il fatto che la Difesa britannica ha “cercato di mettere a tacere la nostra versione dei fatti”.

