Iran: “Guerra economica di Trump viola il diritto internazionale, rischio ritorno a colonialismo”
L’Iran ha dichiarato che la “guerra economica” pianificata dagli Stati Uniti contro Teheran violerebbe il diritto internazionale. Banche, aziende o aeroporti che rientrano nella giurisdizione esclusiva di un Paese non devono essere costretti da altri Stati “a rinunciare al commercio lecito con uno stato terzo”, ha scritto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato severe sanzioni contro i Paesi che continuano a sostenere l’Iran, mentre Washington cerca di aumentare drasticamente la pressione economica su Teheran.
“La coercizione economica volta a costringere uno Stato sovrano a modificare le proprie scelte politiche lecite costituisce un atto apertamente illecito a livello internazionale“, ha affermato Baghaei sostenendo che tali “sanzioni secondarie” violano la Carta delle Nazioni Unite.
Insieme al blocco navale statunitense dei porti iraniani, il piano di Trump ridurrebbe la sovranità di altri Paesi a qualcosa di “provvisorio, condizionato e revocabile a capriccio di un’altra potenza”, ha affermato Baghaei avvertendo che le misure rischiano di provocare un “ritorno al colonialismo classico su vasta scala”.
“Abbiamo ricevuto numerosi messaggi dai Paesi vicini sulla definizione di nuovi assetti di sicurezza e di cooperazione economica nella regione“, ha poi reso noto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf. “Con la loro prepotenza e il totale disinteresse per gli interessi dei propri alleati, a vantaggio di Israele, gli Stati Uniti hanno messo a tal punto a rischio la sicurezza di ciascuno di loro che, per un momento, questi Paesi hanno visto minacciata la loro stessa esistenza – si legge nel post – Un ordine regionale autonomo e costruito dall’interno è ciò che potrà davvero garantire pace e sicurezza”.
Esercito Iran: “Dottrina militare passa da impostazione difensiva a offensiva”
La dottrina militare iraniana sta passando da un’impostazione “difensiva” a una “offensiva” sulla base delle lezioni apprese dalle recenti guerre. Lo ha dichiarato il portavoce dell’esercito iraniano, Mohammad Akraminia, citato dai media di Stato. “In passato la dottrina militare del nostro Paese era difensiva, ma gradualmente, nel corso di queste due guerre, abbiamo assistito a un passaggio da una postura difensiva a una offensiva”, ha spiegato. Questo cambiamento, ha precisato, “non significa condurre operazioni preventive contro il nemico”, ma “risponderemo immediatamente a qualsiasi atto di aggressione e su una scala più ampia dell’aggressione stessa”.
Akraminia ha affermato che Teheran ha riparato i sistemi militari danneggiati nei precedenti combattimenti e ne ha messi in servizio di nuovi. “Lavoriamo senza sosta affinché, se il nemico dovesse commettere nuovamente un errore di valutazione, possiamo infliggergli una risposta ancora più schiacciante di prima”, ha detto, aggiungendo che la recente riorganizzazione della catena di comando punta ad accelerare i tempi di reazione. “Da quando siamo entrati in una fase di cessate il fuoco e di silenzio, abbiamo cercato di non perdere neanche un momento, perché non ci fidiamo affatto del nemico”, ha sottolineato. Secondo il generale, inoltre, dopo la guerra lo Stretto di Hormuz ha acquisito “un’influenza geopolitica decisiva” nel perseguimento degli obiettivi di politica estera di Teheran.
Trump: “Iran non avrà mai arma nucleare, Hormuz è territorio Usa”
L’Iran “non avrà mai un’arma nucleare“, ha ribadito intanto Trump durante un comizio in South Carolina per sostenere la candidatura al Senato di Darline Graham.
Trump, riferisce Fox news, ha affermato che l’Iran è alla disperata ricerca di un accordo ma che gli Stati Uniti potrebbero non essere più interessati alle stesse condizioni. E ha poi affermato nuovamente di considerare lo Stretto di Hormuz “come un territorio americano in questo momento”.
Iran autorizza passaggio petroliere irachene nello Stretto
Intanto però l’Iran ha autorizzato alcune petroliere irachene ad attraversare lo Stretto per tutelare gli interessi economici di Baghdad, riferisce l’agenzia ufficiale iraniana Irna, precisando che la decisione è arrivata in coincidenza con la visita in Iraq del presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf.
Secondo Irna, il presidente del Parlamento iracheno Haibat al-Halbousi ha chiesto a Ghalibaf di consentire il passaggio delle petroliere attraverso lo strategico braccio di mare. L’agenzia non precisa quante navi saranno autorizzate al transito, quando entrerà in vigore il permesso né se sia prevista una scadenza.
Teheran denuncia: “Piloti dispersi detenuti da Qatar in pessime condizioni”
Tre piloti iraniani di due caccia Su-24, abbattuti sul Qatar, sarebbero detenuti “in mare” e si troverebbero in cattive condizioni fisiche. Lo ha affermato Mohammad Bagherzadeh, responsabile del comitato per i dispersi dello Stato maggiore delle Forze armate iraniane, citato dall’agenzia Tasnim, rilanciando un’accusa già respinta da Doha. Bagherzadeh ha chiesto al Qatar di trasferire al più presto i tre piloti sulla terraferma e di ricoverarli in un ospedale adeguatamente attrezzato, sostenendo che il luogo in cui sarebbero attualmente trattenuti non consentirebbe di tutelarne la salute. Il funzionario ha inoltre sollecitato il Comitato internazionale della Croce Rossa a inviare un’eliambulanza per riportarli in Iran.
Il Qatar aveva smentito la scorsa settimana la versione di Teheran secondo cui i tre piloti sarebbero stati catturati vivi e trattenuti da circa sei mesi. Doha sostiene di aver recuperato soltanto i resti di uno dei piloti dopo l’abbattimento degli aerei iraniani, avvenuto a marzo, e di aver invitato le autorità iraniane a esaminare i dettagli delle operazioni di ricerca e soccorso.

