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Terremoto in Colombia, 265 morti e 3.500 feriti. Corsa contro il tempo per salvare vite: ecco quanti sono i dispersi

Gli edifici distrutti sono oltre 11.000

Terremoto in Colombia, 265 morti e 3.500 feriti. Corsa contro il tempo per salvare vite: ecco quanti sono i dispersi
Neighbors clear debris from damaged houses two days after an earthquake struck Pereira, Colombia, Wednesday, Aug. 12, 2026. (AP Photo/Fernando Vergara)

Il terremoto che lunedì ha colpito la Colombia ha finora causato 265 morti e quasi 3.500 feriti. Il bilancio aggiornato è stato fornito dal presidente Abelardo de la Espriella. Il sisma di magnitudo 7,4, che ha devastato l’ovest del Paese, colpendo in particolare Cali e la regione turistica del “caffè”, ha distrutto più di 11.000 case. Quasi 500 sono i dispersi, ha detto il presidente in una conferenza stampa a Bogotà.

Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha annunciato di voler dichiarare lo stato di “emergenza economica” per affrontare le conseguenze del potente terremoto che ha messo in ginocchio l’ovest del Paese. Questa misura consente allo stesso presidente di imporre tasse e modificare il bilancio senza dover passare per il vaglio del parlamento. “Ho deciso di ricorrere all’emergenza economica, un meccanismo previsto dalla nostra Costituzione, per poter affrontare questa crisi come si deve“, ha spiegato Abelardo de la Espriella in una conferenza stampa, facendo riferimento a “un chiaro messaggio di impegno e ricostruzione dei territori colpiti dal disastro”.

Lo chef spagnolo José Andrés ha annunciato che metterà a disposizione un milione di dollari per la Colombia e, in particolare, per aiutare i piccoli ristoranti a riprendere l’attività dopo il devastante terremoto di magnitudo 7,4 che lunedì ha colpito il Paese causando, al momento, 265 morti e 3.494 feriti.

In un messaggio sul social network X, Andrés, chef e filantropo di 57 anni, ha annunciato “una donazione di un milione di dollari per aiutare le piccole imprese alimentari della Colombia a riaprire le proprie porte” e che, a tempo debito, l’organizzazione no-profit ‘World Central Kitchen’ “aiuterà @LTFund (Longers Table Fund)” a determinare “dove il denaro potrà avere un impatto maggiore nel breve termine“.

Proprio attraverso questa organizzazione, lo chef asturiano – che possiede decine di ristoranti sparsi in tutta l’America – fornisce cibo alle aree del mondo colpite da disastri naturali o bellici, da Haiti (colpita dal terremoto nel 2010) alla Repubblica Dominicana, passando per Zambia, Nicaragua, Perù, Cuba, Uganda, Palestina, Cambogia, e in Polonia al confine con l’Ucraina.