Venezuela, sale ancora il bilancio delle vittime dopo il terremoto che ha devastato il Paese. Lunedì riaprono le scuole in alcune aree
A dieci giorni dal doppio terremoto che il 24 giugno ha colpito il nord del Venezuela, il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi. Secondo l’ultimo rapporto diffuso dal presidente del Parlamento venezuelano, Jorge Rodríguez, i morti accertati sono ora 2.645, i feriti 12.666 e gli sfollati censiti circa 150.050, per un totale di 86.117 famiglie assistite. Gli edifici danneggiati sono 885, di cui 189 completamente crollati. Le autorità hanno inoltre registrato 890 scosse di assestamento dal giorno del sisma. Alle operazioni di emergenza partecipano oltre 29.000 operatori e più di 3.300 soccorritori internazionali, distribuiti in 59 campi temporanei allestiti per accogliere gli sfollati. Il governo ha finora distribuito quasi 80.000 pacchi alimentari e oltre 450.000 litri d’acqua, mentre i pazienti curati hanno superato quota 20.000.
Sul fronte degli aiuti umanitari, dall’Argentina è partito un volo organizzato dall’aviatore italo-argentino Enrique Piñeyro, con a bordo oltre 100 medici e soccorritori e 4 tonnellate di materiale sanitario donato dalla Croce Rossa. La cantante colombiana Shakira ha invece annunciato un finanziamento da 500.000 dollari, tramite il Fifa Global Citizen Education Fund, destinato a favorire il rientro a scuola dei bambini venezuelani. Resta controverso il caso di Wilmer Antonio Cruz, detto “El Topo de La Guaira”, leader dei soccorritori volontari e voce critica nei confronti della gestione governativa dei soccorsi. Fermato il 1° luglio da uomini in abiti civili mentre partecipava alle ricerche dei dispersi a Caraballeda, secondo l’ong Provea sarebbe stato trattenuto per due giorni da un corpo di sicurezza non identificato, con l’accusa di presunto furto. Cruz è stato successivamente rilasciato con misure cautelari: “Grazie a tutti, sono qui per continuare a lottare”, ha dichiarato.
La leader dell’opposizione María Corina Machado ha smentito le voci su presunti attriti con l’amministrazione Trump, assicurando che i rapporti con Washington restano “al più alto livello”. Machado ha inoltre ribadito l’intenzione di fare ritorno in Venezuela, definito uno “Stato fallito”, per contribuire alla ricostruzione del Paese. Intanto, lunedì 6 luglio riapriranno le scuole nelle aree del Paese non interessate dai potenti terremoti. Ad annunciarlo, il Ministero dell’Istruzione di Caracas, che ha inoltre disposto l’inserimento della gestione del rischio tra le materie di studio. Le lezioni resteranno invece sospese nelle zone sismiche, ovvero a Caracas e in diversi comuni degli stati di Miranda, Aragua, Falcon, Carabobo e La Guaira, quest’ultimo il più colpito, dove si attende la conclusione delle operazioni di soccorso.

