Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha smentito che le forze americane soffrano di carenza di munizioni e ha accusato di “tradimento” chi ha messo in giro queste voci. “Gli Stati Uniti possiedono enormi quantità di ‘munizioni’, soprattutto di certi tipi. Inoltre, grandi quantità vengono prodotte e spedite negli Stati Uniti secondo necessità”, ha scritto Trump su Truth Social, “le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di impianti e fabbriche nella storia del nostro Paese”. “Gli ‘spifferatori’ di queste dichiarazioni da traditori stanno venendo braccati. Saranno richieste lunghe pene detentive!“, ha aggiunto il presidente americano.
Il riferimento è all’articolo dell’Nbc secondo cui, durante un recente incontro a Camp David, Trump avrebbe strigliato il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, accusandolo di avergli nascosto il reale stato delle scorte di munizioni statunitensi, che starebbe limitando le opzioni di Washington in Iran. Hegseth a sua volta, hanno riferito fonti ben informate a Nbc, avrebbe scaricato la responsabilità sul suo vice, Stephen Feinberg.
Una ricostruzione analoga è stata fornita da un articolo del Washington Post che la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha smentito. “Questa str… è stata rivenduta a molte testate da qualcuno chiaramente intenzionato a screditare il segretario, per chissà quale ragione”, ha aggiunto la portavoce, “purtroppo per loro, il presidente ama il segretario e creda che stia facendo un lavoro eccellente. Bufale!”. Il quotidiano riportava che Trump avrebbe chiesto spiegazioni sul perché gli fossero state date informazioni sbagliate sulla quantità di missili guidati a lungo raggio e intercettori antiaerei a disposizione. Secondo il Washington Post, l’insufficiente quantità di munizioni avrebbe influenzato la decisione di Trump di non lanciare ulteriori attacchi su larga scala contro l’Iran. Partita la caccia alla “talpa”.

