Trump nella notte ha lanciato accuse pesantissime nei confronti della Cina. Il presidente americano parlando alla nazione ha puntato il dito contro Pechino. Trump ha detto che la Cina ha violato il sistema elettorale americano nel 2020, acquisendo o rubando dati personali di 220 milioni di elettori. Trump ha poi rincarato la dose parlando della “più grave violazione al sistema elettorale nella storia” e dichiarato “compromesso” e “indifendibile” il sistema americano. Il presidente ha anche annunciato il rilascio di documenti che “provano” le sue accuse e sui quali si concentrerà l’attenzione dei media e degli esperti nei prossimi giorni. Ma per l’esperto questa è solo uan mossa studiata a tavolino: “Gli servirà – sostiene il ledaer dei neocon all’epoca di Bush Jr, Robert Kagan, a La Repubblica – per invalidare il voto in caso di sconfitta”.
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“Vuole mettere in dubbio – prosegue Kagan – l’affidabilità del processo di voto elettronico americano. Nel peggiore dei casi, però, stava facendo la prova generale di quanto accadrà a novembre, denunciando interferenze straniere per manipolare il risultato e la partecipazione di illegali. Trump e l’amministrazione faranno tutto il possibile per impedire ai democratici di prendere la maggioranza alla Camera, e ancor meno al Senato”. “Se i democratici vinceranno, – spiega – metteranno l’amministrazione in stato di accusa. Non so se ci sarà il terzo impeachment, ma di sicuro scatteranno le inchieste. Trump può ignorare il Congresso. Per il sistema americano, però, qualsiasi interruzione nel processo elettorale getterebbe seri dubbi sulla possibilità di tenere elezioni libere in futuro”.

