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Esteri
Trump, il gen. Angioni: "Nato a rischio sbriciolamento, Europa in pericolo"

 

di Lorenzo Lamperti

twitter11@LorenzoLamperti

La Nato che diventa più debole, la Russia che amplia le mire di restaurazione dell'Unione Sovietica, la Cina che diventa l'unica potenza attiva nel Pacifico e nel Sud est asiatico, il bubbone siriano iracheno ancora lontano da una soluzione, il rischio jihadista in Libia, l'emergenza profughi. Gli Stati Uniti di Donald Trump sono pronti a lasciare tutto nelle tremanti mani di un'Europa divisa e mai così vulnerabile. Lo scenario militare e geopolitico tracciato dal generale Franco Angioni, già comandante del contingente italiano nella missione di pace Libano 2, in un'intervista ad Affaritaliani.it è di quelli da far tremare i polsi.

Generale, se l'aspettava la vittoria di Trump?

Non sono meravigliato però sono preoccupato. Non sono meravigliato perché mi sono reso conto che in un clima elettorale di basso livello come quello americano attuale Hillary Clinton non aveva i mezzi idonei per vincere. Mi spiace perché avere una donna presidente degli Stati Uniti sarebbe stata una bella cosa. Sono invece preoccupato perché la rozzezza dell'ignoranza politica di Trump non può che inquietare. 

Che cosa la preoccupa maggiormente?

Mi preoccupa non tanto l'individuo, ma la situazione in cui si troverà a governare. La cosa più inquietante non è la sua impreparazione politica ma il fatto che potrà fare quello che vuole visto che Senato e Camera saranno a maggioranza repubblicana. A differenza di Obama, Trump non avrà nessuno a fargli da contraltare. Potrà commettere errori, potenzialmente anche devastanti, senza che i democratici abbiano il potere di fermarlo.

Si è discusso molto dei rapporti di Trump con Putin. Il presidente russo è il vero grande vincitore di queste elezioni americane?

Certamente. Putin è stato il primo a congratularsi con Trump perché ha capito che la sua vittoria gli potrà portare grandi vantaggi. La Russia ha già quasi conquistato i mari caldi, un suo grande obiettivo storico, e avere una spalle di questo tipo non può che fare comodo a Mosca. Il tutto mentre Trump, nella sua rozza furbizia, penserà di potersi giocare questo rapporto con Putin per i suoi interessi.

Con Trump alla Casa Bianca ci sarà un'Europa più sola?

Esatto. L'Europa si trova in questa situazione anche a causa dei suoi egoismi interni e della sua ignavia. Ora siamo sotto scacco. Fino a oggi avevamo un angelo custode, gli Usa, che più o meno ci dava protezione. Con Trump questo angelo custode e questa protezione non ci saranno più.

Sul Baltico e nell'Est Europa si teme molto la volontà di Putin di restaurare un'Unione Sovietica 2.0. Crede siano timori giustificati?

Purtroppo sì. I paesi del Baltico e dell'Est Europa hanno di che preoccuparsi. La volontà egemone di Putin non troverà più il bilanciamento e il contenimento americano, se Trump agirà come ha detto di voler agire. D'altra parte non mi sorprenderebbe affatto, visto che Trump è l'incarnazione di quell'americano che pensa solo ai propri interessi. Vorrei ricordare che solo il 18% degli americani ha un passaporto. Questo la dice lunga e si rispecchia nella annunciata negligenza internazionale di Trump. Le mire di restaurazione di Putin sono più che concrete. Ha quasi raggiunto il Mediterraneo e non si fermerà, a maggior ragione con il disimpegno americano.

Ci saranno contraccolpi sulla Nato?

Finora gli Stati Uniti per l'Europa sono stati il compagno di classe che ogni tanto ti passa il compito per farti copiare. Tutto questo ora finirà. Non ci sarà nessuno ad aiutarci e noi ci ritroviamo deboli, divisi e spaventati. D'altronde nella stessa Europa ci sono spinte destabilizzanti sull'Alleanza Atlantica. In questo senso, prima gli Usa erano una garanzia, ora con Trump diventeranno un pericolo. Insomma, la Nato rischia di sbriciolarsi.

Il disimpegno farà felici anche i cinesi?

I cinesi saranno moderatamente contenti del disimpegno americano nel Pacifico. La cosa che preoccupa di più è che finora la minaccia latente della Corea del Nord era controbilanciata sia dagli Stati Uniti sia dalla Cina. Ora questo ruolo lo giocherà solo la Cina, con tutte le implicazioni del caso. Anche se bisogna sottolineare che al momento la Cina è presa soprattutto da problemi interni. L'elezione di Trump comunque non aiuta certo a dare tranquillità all'area.

In che modo agirà Trump sul terrorismo e sulle operazioni in corso in Siria e in Iraq?

Credo che anche qui la palla passerà stabilmente nelle mani della Russia. In politica estera bisogna lavorare di fioretto e non credo Trump ne sia capace. Per questo temo che la minaccia terroristica e la complicata situazione della Libia verranno mollate sul groppone dell'Europa.

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