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Trump, gli affari di famiglia e l’accordo con il Kazakistan sul tungsteno: ecco che cosa non torna

Il New York solleva dubbi sui possibili intrecci tra attività di governo e interessi privati

Trump, gli affari di famiglia e l’accordo con il Kazakistan sul tungsteno: ecco che cosa non torna

Ma la Casa Bianca e il dipartimento del Commercio respingono ogni accusa di conflitto di interessi

Il New York Times torna a puntare i riflettori sugli affari della famiglia Trump, sollevando dubbi sui possibili intrecci tra attività di governo e interessi privati. Secondo l’inchiesta, mentre l’amministrazione negoziava con il Kazakistan un accordo strategico per lo sfruttamento di uno dei più grandi giacimenti di tungsteno inutilizzati al mondo, Donald Trump Jr. ed Eric Trump sarebbero entrati come investitori nell’operazione. A distanza di sei giorni dalle trattative, l’intesa tra Washington e Astana è stata firmata. Parallelamente, Cantor Fitzgerald — la società della famiglia Lutnick, guidata dai figli del segretario al Commercio — avrebbe contribuito a raccogliere circa 210 milioni di dollari per una società coinvolta nel progetto. Il quotidiano evidenzia inoltre che il governo americano aveva già manifestato un interesse preliminare a sostenere l’iniziativa con prestiti e garanzie fino a 1,6 miliardi di dollari attraverso agenzie federali dedicate allo sviluppo internazionale.

L’assistenza non è ancora definitiva, ma rappresenterebbe un sostegno pubblico di enorme valore. Secondo il Nyt, il caso non sarebbe isolato: documenti federali e societari mostrerebbero che le famiglie Trump e Lutnick hanno interessi finanziari in almeno quattordici aziende minerarie che stanno ottenendo o cercando supporto dal governo federale, per un valore complessivo vicino ai nove miliardi di dollari.La Casa Bianca e il dipartimento del Commercio respingono ogni accusa di conflitto di interessi, sostenendo che le decisioni dell’amministrazione sono guidate esclusivamente dalla sicurezza nazionale e dalla necessità di rafforzare l’approvvigionamento americano di minerali strategici, cruciali per tecnologia e difesa. Il tungsteno, infatti, è considerato una materia prima strategica: Washington punta a ridurre la dipendenza dalla Cina nella filiera dei minerali critici. Il Kazakistan, dal canto suo, mira a consolidare i rapporti con gli Stati Uniti come contrappeso all’influenza di Russia e Cina nella regione.

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