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Trump parla così della guerra: “Prezzi del petrolio crollati, la gita in Iran è stata un successo”

Proseguono intanto i negoziati a Doha, il portavoce del Qatar: “Ci sono stati progressi”

Trump parla così della guerra: “Prezzi del petrolio crollati, la gita in Iran è stata un successo”

“Proprio come avevo promesso, i prezzi del petrolio stanno crollando rapidamente e anche i prezzi della benzina alla pompa stanno scendendo, sebbene non così velocemente come dovrebbero”. E’ un post del presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth. “L’America non è mai stata così forte come oggi e i prezzi della benzina torneranno presto ai minimi storici di cui gli americani godevano prima della nostra gita in Iran, rivelatasi un grande successo“, aggiunge.

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I mediatori di Qatar e Pakistan hanno concluso oggi incontri separati coi negoziatori statunitensi e iraniani, con progressi positivi sulle questioni relative al Memorandum d’intesa di Islamabad, sulla base dei risultati del Vertice del Lago di Lucerna“, ha detto Majed Al Ansari, portavoce del ministro degli Esteri del Qatar. “Le parti hanno concordato di proseguire le discussioni prossimamente, con il prossimo incontro che sarà programmato il prima possibile dopo le esequie dell’ex leader supremo iraniano”, ha aggiunto. I negoziati tra Iran e Stati Uniti continueranno dopo i funerali dell’ayatollah Alì Khamenei. Lo ha riferito un portavoce del governo qatariota.

In Libano, secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, circa il 40% degli oltre un milione di sfollati a causa del conflitto con Israele è tornato nelle proprie aree di origine. Lo ha dichiarato il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric. “Sebbene questo rappresenti un importante passo verso la ripresa – ha aggiunto – migliaia di persone restano ancora sfollate e continuano a dipendere dagli aiuti umanitari. Ribadiamo che i rientri devono avvenire in condizioni di sicurezza, su base volontaria e nel rispetto della dignità delle persone, e che chi torna deve poter accedere agli aiuti umanitari di cui ha bisogno”.

Nella Striscia di Gaza le organizzazioni umanitarie che collaborano con l’Onu hanno lanciato un appello per la protezione dei civili, anche lungo la cosiddetta Linea Gialla, che segna la zona occupata dai palestinesi e quella controllata dall’esercito israeliano.
In una dichiarazione diffusa ieri, l’Humanitarian Country Team, che riunisce i responsabili delle agenzie delle Nazioni Unite e delle organizzazioni non governative, ha avvertito che la continua espansione delle aree sotto controllo israeliano dall’entrata in vigore del cessate il fuoco dell’ottobre scorso sta aumentando i rischi per i civili e sta limitando ulteriormente gli sforzi umanitari.


“I nostri colleghi per i diritti umani – ha dichiarato il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric – hanno verificato l’uccisione di 196 persone, tra cui 18 donne e 43 bambini, tra il 10 ottobre e aprile di quest’anno, in attacchi israeliani segnalati nelle vicinanze delle aree in cui sono dispiegate le forze israeliane”. Secondo le organizzazioni umanitarie, “molte persone sarebbero state uccise mentre si spostavano attraverso aree prive di una chiara delimitazione sul terreno e che i civili palestinesi sono ora concentrati in zone sempre più ristrette, dove vivono in condizioni di insicurezza e violenza, con un accesso limitato ai servizi essenziali”.