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Trump, possibile decisione clamorosa: stop alla guerra in Iran anche con Hormuz chiuso. Il motivo della mossa disperata

Il dietrofront degli Stati Uniti e gli scenari geopolitici

Trump, possibile decisione clamorosa: stop alla guerra in Iran anche con Hormuz chiuso. Il motivo della mossa disperata
President Donald Trump speaks to reporters aboard Air Force One en route from West Palm Beach, Fla., to Joint Base Andrews, Md., Sunday, March 29, 2026. (AP Photo/Mark Schiefelbein) Asspciated Press / LaPresse Only italy and spain

La guerra in Iran non sta andando come avrebbe voluto Trump, uccidere gli uomini del regime a Teheran infatti non equivale a un cambio di regime in un Paese fortemente radicato. Per cambiare veramente le cose servirebbero attacchi più massicci e bisognerebbe mirare all’isola di Kharg (dove c’è il 90% del petrolio) per indebolire Teheran dal punto di vista commerciale. Ma un eventuale attacco di quel tipo avrebbe conseguenze devastanti su diversi fronti, provocherebbe una crisi energetica mondiale ancora più devastante di quella attuale e causerebbe anche un disastro naturale, in caso di versamento di tutto quel greggio nel Golfo Persico.

Per questo Trump starebbe valutando un piano B. Il tycoon ha detto ai suoi collaboratori di essere disposto a porre fine alla guerra contro l’Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in gran parte chiuso. Questo è quanto riporta il Wall Street Journal che cita come fonti funzionari dell’amministrazione statunitense. In questo caso, continuerebbe il controllo di Teheran sullo stretto e si rimanderebbe a data da destinarsi l’operazione per riaprire completamente lo stretto, osserva il Wall Street Journal. Negli ultimi giorni, Trump e i suoi collaboratori hanno valutato che una missione volta a sbloccare la navigabilità dello stretto di Hormuz avrebbe prolungato il conflitto oltre la sua tempistica prevista di quattro-sei settimane.

Pertanto, l’amministrazione Usa si potrebbe orientare a raggiungere i propri obiettivi principali, ovvero indebolire la marina iraniana e le sue scorte di missili, e ridurre gradualmente le attuali ostilità, esercitando al contempo pressioni diplomatiche su Teheran affinché ripristini il libero flusso degli scambi commerciali. Se ciò fallisse, Washington eserciterebbe pressioni sugli alleati in Europa e nel Golfo affinché assumano un ruolo guida nella riapertura dello stretto, hanno affermato i funzionari.