Il tentativo di trovare una via d’uscita alla guerra in Ucraina si intreccia con gli interessi energetici degli Stati Uniti. Donald Trump ha annunciato un’intesa con Vladimir Putin per ricevere dalla Russia milioni di barili di diesel, che potranno essere forniti in esenzione dalle sanzioni americane fino ad aprile. Una decisione che la Casa Bianca collega alla necessità di ridurre i prezzi dell’energia sul mercato statunitense, ma che ha provocato la reazione immediata di Kiev. “La Russia ha accettato di inviarci milioni e milioni di barili di diesel”, ha dichiarato Trump, sollecitando raffinerie e rivenditori a trasferire ai consumatori i benefici delle maggiori disponibilità di petrolio. Putin ha confermato l’intesa, mentre restano aperte le questioni politiche legate alle conseguenze dell’accordo sui rapporti con l’Ucraina.
Dietro la decisione di Washington ci sarebbe anche il crescente disaccordo sulla strategia militare ucraina. Secondo una ricostruzione pubblicata da Axios, l’intesa con Mosca sarebbe maturata dopo che Zelensky non avrebbe accolto le richieste americane di sospendere gli attacchi contro le raffinerie russe, operazioni che l’amministrazione Trump considera un fattore di pressione sui prezzi energetici. Un funzionario statunitense, citato dalla testata, ha avvertito che la prosecuzione dei raid rischia di compromettere il rapporto di fiducia costruito tra Trump e il presidente ucraino negli ultimi mesi. La posizione americana riflette quindi una doppia priorità: favorire una soluzione negoziata al conflitto e limitare gli effetti economici della crisi energetica sugli Stati Uniti.
La vicenda è emersa durante i colloqui di Miami, dove i rappresentanti ucraini hanno incontrato gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Secondo una fonte ucraina citata da Axios, nel corso degli incontri sarebbe stata prospettata anche una possibile riduzione del sostegno di intelligence a Kiev. Fonti americane hanno però respinto questa versione, affermando che gli inviati si sono limitati a illustrare le preoccupazioni di Washington per le conseguenze degli attacchi.
“Regali a Putin non porteranno pace né alcun beneficio al mondo civile“, ha dichiarato il presidente ucraino, aggiungendo che Mosca “ripagherà” il diesel con ulteriore terrore e perfidia.


