Nobel per la Pace a Navi Pillay, Tajani difende la Cpi e dice no alle sanzioni Usa
L’Italia conferma il proprio sostegno alla Corte penale internazionale (Cpi) e si oppone alle sanzioni annunciate dagli Stati Uniti contro l’organismo giudiziario. A ribadirlo è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto in un’intervista al Messaggero dopo le polemiche seguite all’assegnazione del Nobel per la Pace a Navi Pillay. “Crediamo nel ruolo della Cpi e lo sosteniamo con convinzione”, afferma Tajani, ricordando di aver firmato una dichiarazione congiunta insieme ad altri ministri del G7 e a colleghi europei, tra cui quelli di Paesi Bassi e Danimarca, per contestare le misure annunciate da Washington.
Il titolare della Farnesina richiama anche gli obblighi internazionali dell’Italia, che aderisce allo Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Corte adottato nel luglio 1998. “Continueremo ad appoggiarne l’operato e a difendere il sistema internazionale, basato su regole e responsabilità”, sottolinea. Sul Nobel per la Pace, Tajani precisa infine che non spetta ai governi intervenire sulla scelta dei premiati: “Non spetta agli Stati commentare l’assegnazione dei Premi Nobel”.


