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Chi è Abhijeet Dipke, il leader della protesta degli “scarafaggi” arrestato in India: nel mirino le liste elettorali e il governo Modi

Dipke ha fondato il Cockroach Janta Party, movimento nato sui social per denunciare le disuguaglianze e diventato uno dei volti della protesta giovanile contro il governo indiano.

Chi è Abhijeet Dipke, il leader della protesta degli “scarafaggi” arrestato in India: nel mirino le liste elettorali e il governo Modi

Dalla satira sui social alle piazze, fino all’arresto a Nuova Delhi. Abhijeet Dipke, fondatore del Cockroach Janta Party (CJP), è il volto di un movimento nato per dare voce ai giovani esclusi dalla politica tradizionale e cresciuto fino a diventare un protagonista delle proteste in India. Oggi è stato fermato insieme ad altri due esponenti del gruppo, mentre si preparava a partecipare a una manifestazione non autorizzata contro il presidente della Commissione elettorale.

Nato il 29 settembre 1995 ad Aurangabad, nello Stato occidentale del Maharashtra, Dipke ha studiato giornalismo e comunicazione di massa a Pune, prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Qui ha conseguito un master in pubbliche relazioni alla Boston University. Prima di fondare il CJP, aveva lavorato dal 2020 al 2023 nella squadra social dell’Aam Aadmi Party (AAP), partecipando alla produzione di contenuti digitali e meme destinati soprattutto a coinvolgere gli elettori più giovani. Ha inoltre ricoperto il ruolo di consulente per la comunicazione nel dipartimento dell’Istruzione del governo di Delhi. La svolta arriva nel maggio 2026, dopo alcune dichiarazioni del presidente della Corte suprema indiana, Surya Kant, che aveva paragonato alcuni giovani disoccupati e attivisti dei social a degli scarafaggi. Il giudice ha successivamente affermato che le sue parole erano state fraintese.

Dipke ha risposto con una domanda pubblicata su X: “E se tutti gli scarafaggi si unissero?”. Il messaggio è diventato virale e ha dato origine al Cockroach Janta Party, un movimento satirico che ha trasformato un’espressione denigratoria in un simbolo di mobilitazione. Nel giro di pochi giorni, il progetto ha raccolto centinaia di migliaia di adesioni online e milioni di follower su Instagram. L’obiettivo dichiarato era offrire uno spazio autonomo ai giovani insoddisfatti della politica tradizionale, utilizzando ironia e comunicazione digitale per affrontare temi come disoccupazione, inflazione, fughe di notizie sugli esami, rappresentanza femminile e concentrazione della proprietà dei media. Dipke ha precisato che il movimento non è affiliato all’AAP né ad altri partiti tradizionali.

Dai social alla protesta contro il governo Modi

Nel giugno 2026 Dipke è rientrato in India da Boston per guidare le prime manifestazioni di piazza del movimento a Jantar Mantar, luogo simbolo delle proteste nella capitale. Al centro della mobilitazione c’erano le presunte irregolarità negli esami nazionali e le ripetute fughe di notizie sulle prove, con la richiesta di dimissioni del ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan. La protesta si è allargata nelle settimane successive, con migliaia di partecipanti e un presidio nel centro di Nuova Delhi. Il 20 luglio, un tentativo di marcia verso il Parlamento è degenerato in scontri: la polizia ha utilizzato lacrimogeni e manganelli per disperdere alcuni gruppi di manifestanti, con feriti tra i partecipanti e gli agenti. Dopo gli incidenti, Dipke ha annunciato la sospensione di ulteriori marce, mantenendo però il presidio per ragioni di sicurezza.

Il 25 luglio Pradhan si è dimesso dall’incarico di ministro dell’Istruzione. La campagna del CJP è stata descritta da Reuters come una delle più rilevanti sfide guidate dai giovani affrontate dal governo del primo ministro Narendra Modi dal suo insediamento, nel 2014.

Le nuove proteste e l’arresto

La mobilitazione è ora tornata a concentrarsi sulla revisione delle liste elettorali, che secondo le contestazioni avrebbe portato alla cancellazione di circa 130 milioni di iscrizioni. L’operazione, avviata ufficialmente per eliminare duplicati, nominativi di persone decedute e registrazioni fraudolente, è accusata dai critici di penalizzare soprattutto le minoranze, in particolare i musulmani, e le fasce più vulnerabili della popolazione. La Commissione elettorale ha respinto le accuse di irregolarità.

Per impedire ai sostenitori dell’opposizione di raggiungere Jantar Mantar, le autorità hanno dispiegato oltre 20mila agenti di polizia nel centro della capitale, secondo l’agenzia Press Trust of India. Sono stati inoltre interrotti i servizi Internet e chiuse diverse stazioni della metropolitana nelle vicinanze. Dipke è stato così sottoposto a un fermo. A dare la notizia è stato il Partito del popolo degli scarafaggi (CJP), che sui social ha pubblicato immagini di Dipke mentre scendeva dall’aereo.

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