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Trump supera test elettorale in Georgia e South Carolina

Trump supera test elettorale in Georgia e South Carolina

Il Trumpismo supera il primo impegnativo test elettorale dopo le presidenziali dello scorso anno. Nella circoscrizione di Atlanta, in Georgia, la candidata repubblicana alla Camera dei Rappresentanti, Karen Handel, ha vinto il seggio sconfiggendo con il 53% dei voti il rivale democratico, Jon Ossoff, che non è andato oltre il 47% dei consensi. Il seggio, da anni saldamente nelle mani dei repubblicani, era divenuto vacante dopo le dimissioni del segretario alla Salute, Tom Price. La 55enne Handel è la prima donna repubblicana eletta in Georgia per un seggio alla Camera dei Rappresentanti di Washington.


Trump supera test elettorale in Georgia e South Carolina - Il Tweet di Donald


Con un tweet pubblicato nella notte, il presidente Usa Donald TRUMP si è congratulato con la neo eletta: "Lavoro fantastico, siamo tutti fieri di te", ha scritto il presidente. Entrambi i partiti avevano investito molto nella campagna elettorale, che con oltre 50 milioni di dollari spesi si è rivelata la più costosa nella storia delle elezioni per il Congresso. In South Carolina, un altro candidato repubblicano, Ralph Norman, ha conquistato il seggio per la Camera, sconfiggendo il democratico Archie Parnell. Il seggio era stato lasciato vacante da Mick Mulvaney, entrato nell'Amministrazione TRUMP come direttore del budget. Norman era ampiamente favorito nei sondaggi, in un collegio tradizionalmente repubblicano

Russiagate: Flynn conosceva segreti Cia, nonostante rischio Mosca

Nelle stanze del potere della Casa Bianca era noto sin da gennaio che l'allora consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn sarebbe potuto finire vittima di ricatti da parte del Cremlino. Del pericolo erano consapevoli alti funzionari delle piu' importanti agenzie di intelligence della nazione. Nonostante cio', per tre settimane Flynn ha partecipato nell'ufficio ovale ai briefing del direttore della Cia Mike Pompeo. A dare la notizia e' il New York Times, che ancora una volta rivela aspetti inquietanti dei 25 giorni in servizio di Michael Flynn. E' proprio attorno a questa figura controversa che si concentra il Russiagate, il grattacapo piu' consistente dell'amministrazione Trump, che porta dritto al burrascoso licenziamento del direttore dell'Fbi James B. Comey, titolare di una delle principali indagini a riguardo. Flynn, dunque, ha avuto accesso a informazioni sensibili per la sicurezza del Paese, nonostante la sua scivolosissima posizione. Non e' chiaro se Pompeo fosse da subito al corrente della situazione. Al momento non sono arrivate spiegazioni specifiche, neppure durante le audizioni nell'ambito delle indagini parlamentari in corso. Eppure, ricorda il New York Times, a soli sei giorni dall'insediamento dell'amministrazione Trump, la ministra della giustizia pro-tempore Sally Yates aveva messo in guardia la Casa Bianca definendo l'ex funzionario "compromesso". Malgrado cio', il presidente aveva aspettato 18 giorni prima di licenziare Flynn. Durante quel periodo, il consigliere aveva continuato a partecipare tranquillamente alle riunioni con Pompeo. Potrebbe pero' essere stato un avvertimento venuto proprio da quest'ultimo a spingere il presidente al licenziamento. Ma al momento sono soli ipotesi. Il Daily Brief, spiega il giornale newyorkese, e' sicuramente una delle riunioni piu' delicate nella Casa Bianca. E' in questi incontri che i responsabili delle agenzie di intelligence del Paese aggiornano il presidente sulle piu' sensibili questioni di sicurezza: dalle crisi politiche internazionali, alle minacce di terrorismo, agli attacchi degli hacker ai sistemi informatici del governo, ad esempio. Ogni presidente ha avuto il suo stile specifico. Obama leggeva gli aggiornamenti su un tablet messo in sicurezza. Il presidente George Bush preferiva discutere a voce sui documenti presentati dall'intelligence. Trump, invece, ha un approccio piu' visual. Il 45esimo presidente predilige cartine, fotografie, video e grafici interattivi.

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