La polizia turca è entrata nella sede di Halk TV a Istanbul, interrompendo la diretta dell’emittente vicina all’opposizione. Annunciata la nomina di un amministratore, mentre alcuni dirigenti sono stati arrestati. Dura la reazione dei partiti di opposizione, che denunciano un attacco alla libertà di stampa.
Il partito filo-curdo Dem denuncia un attacco alla libertà di stampa, critiche anche dal Tip
L’opposizione turca attacca l’operazione di polizia contro Halk TV, una delle principali televisioni vicine alle forze politiche contrarie al governo. Gli agenti sono entrati nella sede dell’emittente a Istanbul nella mattinata di mercoledì 14 ottobre, interrompendone la trasmissione in diretta. Il canale ha annunciato anche la nomina di un amministratore incaricato di assumerne il controllo, mentre alcuni dirigenti sono stati arrestati.
A comunicare quanto stava accadendo è stata la stessa emittente attraverso un messaggio pubblicato su X. “La polizia è nell’edificio di Halk TV. È stato nominato un amministratore (per prendere il controllo del canale). La trasmissione in diretta è stata interrotta”. L’intervento ha provocato le proteste di diverse forze politiche. Dopo le prime critiche dello Yeni Parti, anche il partito filo-curdo Dem, terza forza più rappresentata nel Parlamento turco, ha condannato l’operazione, definendola un “attacco alla libertà di stampa”. “Esortiamo il governo ad abbandonare tali pratiche che colpiscono la libertà di stampa e di espressione, ad adottare misure per rafforzare la democrazia e ad agire su basi democratiche per promuovere una cultura di pace nell’intera società”, si legge nel comunicato diffuso dal partito Dem sui propri canali social.
Alle contestazioni si è aggiunto anche il leader del Partito dei lavoratori turco (Tip), altra formazione di opposizione rappresentata in Parlamento. L’operazione contro Halk TV arriva a poche settimane da un altro intervento della giustizia turca nei confronti dei media indipendenti. Il 30 settembre era stato infatti oscurato in Turchia il sito del portale di informazione T24, accusato dalle autorità di diffondere contenuti di “propaganda” a favore di gruppi Lgbti+.
Il provvedimento aveva impedito l’accesso al sito nel Paese. Ora anche Halk TV è stata interessata da un intervento delle autorità, con la diretta interrotta e la gestione affidata a un amministratore, mentre i partiti di opposizione chiedono al governo di tutelare la libertà di informazione.
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