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Esteri
Erdogan: "In Turchia la stampa è la più libera al mondo"

La stampa in Turchia e' la piu' libera al mondo: e' quanto affermato dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, rispondendo cosi' alle accuse di chi sostiene che nel paese vi sia un grave problema di liberta' dei media dal suo arrivo al potere, prima come premier e ora come capo dello stato. "In nessuna parte del mondo la stampa e' piu' libera di quanto non sia in Turchia. Sono molto sicuro di me quando rilascio questa dichiarazione", ha detto Erdogan durante un discorso televisivo. "La stampa e' cosi' libera in Turchia che si possono lanciare insulti, calunnie, diffamazione, affermazioni razziste e commettere crimini che non sono tollerati anche in altri paesi democratici", ha detto Erdogan, aggiungendo di aver sperimentato tutto cio' "personalmente" e sulla sua famiglia. La Turchia e' stata nel 2012 e nel 2013 al primo posto, davanti a Iran e Cina, per numero di giornalisti in carcere secondo quanto riferito dal Comitato internazionale per la protezione dei giornalisti, mentre quest'anno il paese e' scivolato alla decima posizione. I commenti di Erdogan sono giunti a meno di due settimane dall'operazione della polizia contro i media legati al suo rivale, Fethullah Gulen, che hanno provocato una dura reazione da parte dell'Unione europea. Erdogan ha accusato Gulen, di aver architettato le accuse di corruzione contro i ministri del suo governo lo scorso anno e di aver colpito anche suo figlio, Bilal. Erdogan sostiene che Gulen avrebbe creato delle "istituzioni parallele" con l'intento di pianificare un colpo di stato nei suoi confronti. Nel corso dell'anno centinaia di sostenitori del movimento Hizmet - una rete di media, istituti finanziari e scuole di cui Gulen e' leader e fondatore - sono stati arrestati: l'ultimo caso e' avvenuto lo scorso 14 dicembre a quando la polizia turca ha messo in atto un'operazione su larga scala che ha portato all'arresto di decine di persone, fra cui giornalisti, rappresentanti dei media e funzionari delle forze dell'ordine, ritenuti vicini a Gulen e accusati di aver diffuso notizie false e fabbricato prove fittizie in un'indagine del 2010 relativa ad un'organizzazione terroristica. Le osservazioni del capo dello stato turco hanno coinciso inoltre con il rilascio in attesa di processo di uno studente di 16 anni che e' stato polemicamente arrestato con l'accusa di aver insultato Erdogan accusandolo di essere il "capo della corruzione" nel paese. Il presidente turco, in risposta, ha affermato: "La sua famiglia non puo' lanciare questo tipo di insulti in un altro paese. Non c'e' limite agli insulti (che riceviamo, ndr). Non e' possibile fare lo stesso in Europa o negli Stati Uniti. Gli europei ci accusano, come se queste cose non accadessero mai nei loro paesi. Nessuno alza la voce quando i giornalisti vengono incarcerati in paesi dell'Europa". Erdogan ha poi lanciato un duro attacco all'Unione europea affermando che la Turchia "non e' il capro espiatorio" di Bruxelles. "Noi non siamo un paese che l'Europa puo' criticare, agitare il dito e sgridare senza prima guardarsi allo specchio. Quei giorni sono finiti. La vecchia Turchia non esiste piu'", ha aggiunto Erdogan. Si tratta di affermazioni piuttosto pesanti che potrebbero rappresentare un nuovo ostacolo nel processo d'integrazione europea della Turchia.

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